04/06/2018
È una sicurezza come il fatto che la mattina sorge il Sole: quando qualcuno, vedendo questo piccolo e piumoso insettino, chiede cosa sia, il classico esperto di turno asserisce con assoluta e inequivocabile certezza "È un pappatacio! Attento!".
Sorte amara quella di questo dittero: pur essendo entrambi riconducibili alla famiglia Psychodidae, appartengono a sottofamiglie differenti... così differenti che Clogmia albipunctata, il simpatico Dittero grigio, è totalmente innocuo, mentre Phlebotomus papatasi, il fastidioso e pungente pappatacio (o flebotomo), può anche essere molto pericoloso.
Il rappresentante "buono" degli psicodidi è un ospite molto frequente nella case, soprattutto in stanze particolarmente umide come bagni e cucine: se ne sta pacioso sulle pareti, spesso vittima di qualche scarpata perché confuso con il suo antipatico alter ego. L'adulto di C. albipunctata è lungo pochi millimetri (3-5 mm) e morfologicamente ricorda una piccola Falena, avendo corpo e ali ricoperti da una f***a peluria di colore grigio-bruno.
A causa della sua tipica attitudine, è chiamato anche "mosca dei bagni".
Il meno amichevole pappatacio è invece molto più simile a una piccola zanzara e può essere vettore di un virus, che può causare nell'uomo una malattia chiamata appunto "febbre da flebotomi", "febbre da pappataci", "dengue mediterranea" o "dengue adriatica".
Nulla di grave, ma può presentare fastidiosi sintomi come cefalea, brividi, dolore retrorbitale, mialgie, astenia e dolori all'addome.
Più grave è invece la leishmaniosi canina, causata sempre dalla sua puntura, malattia che può portare alla morte del mammifero se non curata in modo adeguato.
Per la povera Clogmia è quasi un dogma il detto "parenti serpenti"... anzi, in questo caso "parenti pappataci"!
(Testo di Andrea Bonifazi - Ph. F. Welter-Schultes / James Gathany)