06/05/2020
Dillo a Quintilio!
Buonasera signor Quintilio. Quello che le dirò potrà sembrarle strano, ma lei non è un tipo che si spaventa facilmente.
Allora, sono una donna felicemente sposata con mio marito Gerardo e il nostro matrimonio ancora funziona bene. Lui è un fabbro ferraio ed io lavoro in una lavanderia industriale. Stiamo bene, il lavoro non manca, ma ecco, siamo tutti e due un po’ sordi. Duri d’orecchi come dice qualcuno. Ma a noi questo non importa, solo che quando facciamo l’amore siamo decisamente chiassosi. Il fatto è che dai primi di marzo io e Gerardo non riusciamo più a fare l’amore come piace a noi. Abbiamo sempre i nostri figli tra i piedi. Maledette scuole chiuse! Allora mi sono confidata con delle colleghe e una di queste ha trovato la soluzione. Così sembrava almeno. Mi presterebbe casa sua. Felice come una adolescente che ha casa libera l’ho subito detto a mio marito. Lui, però, è stato categorico, mica siamo due amanti, mi ha detto, mica sei una poco di buono? Gerardo è uomo rude, con la barba, mica quelle curate da finocchi. Eppure, grosso com’è non riesce ancora a dire certi vocaboli. Quelli sconci intendo. Lui lo fa per me, per non farmi sentire una t***a. Io no, non ho problemi ad usare certi termini. Sapesse le mie colleghe! Fatto sta che lui è inamovibile, a casa della mia collega non mi ci porta e qui non si scopa più caro signor Quintilio. Ieri sera per farlo sentire più a suo agio gli ho detto che io mi sento una poco di buono, di più, una t***a, un vero e proprio budellone e che potevamo andarci in quella casa. Invece sa cosa è successo? Sarà che io sono stata così convincente, così naturale così a mio agio a dirgli questo che da ieri lui mi guarda con sospetto. Niente, siamo arrivati al punto che mio marito non sa più chi io sia io. Chi sono io signor Quintilio? Mi dica lei. Una brava moglie dura d’orecchi, oppure?
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Cara signora, già il fatto che lei non cita mai il suo nome, è sinonimo di poca trasparenza. La sua insicurezza è lampante, come il modo perverso di vedere la vita. Lei cerca aiuti sia da me che dalla sua amica. Lei non cerca solo una casa, lei cerca approvazione. Ma le risposte non possono essere sempre gradite. Non può pretenderlo, non deve infastidirsi.
Lei è due braccia rubate ai locali di scambisti, a quelli per le orge, per gli al buio. E’ chiaro a me, lo sarà pure lei a questo punto. La lavanderia le sta stretta. E pure il marito le sta stretto. Soprattutto tra le gambe.
Dia ascolto ad un uomo devoto, dia sfogo alla t***a che è in lei.
Capisco che vivendo in un paesello, con una mente ristretta come la sua per di più, tutto questo la frena, ma è giunto il momento di dare ascolto al suo istinto, al suo corpo e non all’unico neurone sopravvissuto che vaga solitario e infreddolito nel suo cervello.
Oramai i suoi figli li ha cresciuti. Ha speso una vita per la famiglia e il lavoro. Suo marito Gerardo è oramai sempre più goffo. Si faccia un regalo e si ricordi i sogni rimangono tali solo per la nostra debolezza.
Sa qual è il vero fascino del matrimonio? È che rende l'inganno una necessità per tutti e due. Lo sa, vero, perché le donne una volta avevano fretta di sposarsi? Perché quello era l’unico modo per perdere la verginità, e da quel momento fare tutto quello che desideravano veramente. Si liberi signora.