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08/10/2026

🐎 FORMELLE E OZONOTERAPIA

Le formelle sono proliferazioni ossee che possono interessare la regione del pastorale e provocare dolore, infiammazione e zoppia.

L’ozonoterapia, attraverso infiltrazioni locali, viene utilizzata come trattamento complementare con l’obiettivo di modulare la componente infiammatoria e dolorosa.

Non elimina le proliferazioni ossee, ma può rappresentare un supporto nella gestione clinica di alcuni casi.

📌 La valutazione veterinaria rimane fondamentale per individuare le strutture coinvolte e scegliere il trattamento più appropriato.

IL CAVALLO SBUFFA TROPPO DOPO IL LAVORO: È SOLO STANCHEZZA?CONDIVIDETE SE POTETEÈ normale vedere un cavallo respirare pi...
03/10/2026

IL CAVALLO SBUFFA TROPPO DOPO IL LAVORO: È SOLO STANCHEZZA?

CONDIVIDETE SE POTETE

È normale vedere un cavallo respirare più velocemente dopo un allenamento.

Ma per quanto tempo?

E soprattutto: quando quello che interpretiamo come semplice stanchezza può invece essere il segnale di un problema respiratorio, di un recupero insufficiente o di un lavoro eccessivo rispetto al grado di allenamento?

Lo “sbuffare” dopo il lavoro è uno di quei segnali apparentemente banali che vale la pena osservare con maggiore attenzione.

PRIMA DOMANDA: COSA INTENDIAMO PER “SBUFFARE”?

In scuderia utilizziamo spesso questa parola per descrivere fenomeni diversi.

Un cavallo può:

* respirare molto rapidamente;
* effettuare atti respiratori più profondi;
* utilizzare maggiormente la muscolatura addominale;
* dilatare molto le narici;
* produrre un’espirazione rumorosa;
* impiegare semplicemente troppo tempo per tornare a una respirazione normale.

Distinguere questi comportamenti è già una prima informazione clinica.

1. PUÒ ESSERE ASSOLUTAMENTE FISIOLOGICO

Durante un esercizio intenso aumentano enormemente le richieste di ossigeno e la produzione di calore.

Al termine del lavoro frequenza respiratoria e frequenza cardiaca non tornano immediatamente ai valori basali.

Per questo non mi interessa soltanto quanto respira il cavallo appena terminato il lavoro.

Mi interessa soprattutto come recupera nei minuti successivi.

Ed è proprio il tempo di recupero, soprattutto se confrontato con quello abituale dello stesso cavallo, a fornire informazioni interessanti.

2. SCARSO ALLENAMENTO O LAVORO TROPPO INTENSO

Due cavalli che effettuano esattamente lo stesso lavoro possono recuperare in maniera completamente diversa.

Età, condizionamento atletico, peso, disciplina, durata e intensità dell’esercizio modificano notevolmente la risposta.

Un cavallo poco allenato o sottoposto a un lavoro superiore al proprio livello di preparazione può semplicemente aver bisogno di più tempo per recuperare.

Più interessante è il cambiamento rispetto alla normalità: se un cavallo che recuperava rapidamente comincia improvvisamente a impiegare molto più tempo, vale la pena chiedersi perché.

UN PARAMETRO SEMPLICE: LA FREQUENZA CARDIACA

Oltre alla respirazione, può essere molto utile controllare anche il cuore.

Come riferimento pratico, a circa 15 minuti dalla fine di un lavoro non massimale, in un cavallo allenato, mi aspetto generalmente una frequenza cardiaca intorno agli 80 battiti/minuto o inferiore.

Non considererei però gli 80 battiti una soglia diagnostica rigida.

Intensità dello sforzo, temperatura, umidità, stato di allenamento, eccitazione e modalità del recupero possono modificare considerevolmente questo valore.

È spesso più interessante osservare quanto velocemente la frequenza cardiaca scende nel tempo.

Un cardiofrequenzimetro permette quindi di trasformare una sensazione soggettiva, “oggi recupera male”, in un dato confrontabile tra allenamenti simili.

3. CALDO, UMIDITÀ E DISIDRATAZIONE

Il cavallo produce grandi quantità di calore durante l’esercizio e deve riuscire a disperderlo.

Con temperature elevate e soprattutto con forte umidità, questo processo diventa meno efficiente e il recupero respiratorio e cardiaco può rallentare.

In queste condizioni diventano particolarmente importanti:

* temperatura corporea;
* sudorazione;
* stato di idratazione;
* disponibilità di acqua;
* equilibrio elettrolitico;
* condizioni climatiche nelle quali è stato effettuato il lavoro.

4. ASMA EQUINA

L’asma equina lieve-moderata può essere piuttosto subdola.

Il cavallo non deve necessariamente tossire continuamente o mostrare difficoltà respiratorie evidenti a riposo.

In alcuni soggetti possono predominare riduzione della performance, tosse occasionale o maggiore difficoltà respiratoria durante l’esercizio.

Infiammazione delle vie aeree, broncocostrizione e accumulo di muco possono interferire con una ventilazione efficiente durante lo sforzo.

5. MUCO E SECREZIONI TRACHEALI

Anche in assenza di sintomi respiratori particolarmente evidenti a riposo, la presenza di secrezioni nelle vie aeree può associarsi a infiammazione respiratoria e ridotta performance.

In questi casi l’endoscopia e, quando indicato, l’esame citologico delle vie respiratorie possono fornire informazioni che la semplice auscultazione non può offrire.

6. EIPH: NON SERVE VEDERE SANGUE DAL NASO

Nel cavallo atleta bisogna ricordare anche l’emorragia polmonare indotta dall’esercizio (EIPH).

L’errore frequente è pensare:

“Non ha perso sangue dal naso, quindi non ha sanguinato.”

Non è così.

L’epistassi rappresenta soltanto la manifestazione più evidente. Nella maggior parte dei casi il sangue può rimanere nelle vie respiratorie ed essere rilevato mediante endoscopia eseguita dopo l’esercizio.

Ma c’è un’ulteriore precisazione importante: anche un’endoscopia negativa non permette di escludere completamente un’EIPH.

Il risultato dipende infatti anche dal momento in cui viene effettuato l’esame e dalla quantità e localizzazione dell’emorragia.

Nei casi dubbi o quando il sospetto clinico rimane elevato, l’esame citologico delle vie aeree può fornire ulteriori informazioni. In particolare, il lavaggio broncoalveolare (BAL) può evidenziare eritrociti o emosiderofagi anche quando l’endoscopia non mostra sangue evidente.

In altre parole:

assenza di sangue dal naso ≠ assenza di EIPH

e

assenza di sangue visibile all’endoscopia ≠ esclusione assoluta di EIPH.

Naturalmente un recupero lento, da solo, non permette di diagnosticare EIPH, ma può essere uno degli elementi che suggeriscono di approfondire.

7. OSTRUZIONI DELLE ALTE VIE RESPIRATORIE

Dislocazione dorsale del palato molle, neuropatia laringea e altre forme di collasso dinamico possono limitare il passaggio dell’aria durante l’esercizio.

Spesso il sospetto nasce dalla comparsa di rumori respiratori anomali o riduzione della performance.

Il problema è che alcune alterazioni sono dinamiche: a riposo il cavallo può apparire normale.

Quando il sospetto è concreto, l’endoscopia eseguita durante l’esercizio può quindi essere molto più informativa rispetto alla sola osservazione delle vie aeree a riposo.

8. E SE NON FOSSE UN PROBLEMA RESPIRATORIO?

Non tutto ciò che sembra “fiato” nasce necessariamente dai polmoni.

Dolore ortopedico o muscolare, ipertermia, alterazioni metaboliche e, nei casi appropriati, problemi cardiovascolari possono modificare il recupero dopo esercizio.

Quindi:

un cavallo che recupera male dopo il lavoro non è automaticamente un cavallo con una patologia respiratoria.

È il quadro complessivo a guidare gli approfondimenti.

COSA POSSIAMO CONTROLLARE IN SCUDERIA?

Un piccolo protocollo può essere sorprendentemente utile.

Dopo un lavoro sufficientemente standardizzato possiamo controllare il cavallo:

subito dopo → 5 minuti → 10 minuti → 15 minuti → 30 minuti

registrando:

* frequenza cardiaca;
* frequenza respiratoria;
* temperatura corporea quando indicato;
* presenza di tosse;
* rumori respiratori;
* dilatazione delle narici;
* eventuale componente addominale della respirazione;
* sudorazione;
* tempo necessario per ritornare apparentemente normale.

Ripetendo queste misurazioni dopo allenamenti comparabili si costruisce una sorta di curva individuale di recupero.

Ed è spesso più utile confrontare il cavallo con se stesso nel tempo che con valori generici ottenuti da altri soggetti.

QUANDO APPROFONDIRE?

Se un cavallo che normalmente recuperava bene comincia ripetutamente a impiegare molto più tempo, oppure compaiono calo della performance, tosse, rumori respiratori, secrezioni o recupero cardiaco insolitamente lento, può essere opportuno approfondire.

A seconda del caso possono essere indicati:

* visita clinica e auscultazione pre e post esercizio;
* endoscopia delle vie respiratorie;
* endoscopia post-esercizio per la ricerca di segni compatibili con EIPH, ricordando che un esame negativo non la esclude completamente;
* endoscopia dinamica durante esercizio quando si sospetta un’ostruzione delle alte vie;
* tracheal wash o BAL nei casi appropriati;
* valutazione cardiologica, ematologica o metabolica quando indicata.

Perché nel cavallo atleta la visita a riposo non sempre racconta quello che succede durante il lavoro.

IN CONCLUSIONE

Vedere un cavallo respirare intensamente dopo uno sforzo può essere perfettamente normale.

Vederlo recuperare progressivamente peggio merita invece attenzione.

Forse quindi la domanda più utile non è:

“Quanto sbuffa dopo il lavoro?”

ma:

“Quanto tempo impiega a recuperare rispetto a quanto impiegava normalmente?”

Perché nel cavallo atleta il recupero può raccontarci molto più della semplice stanchezza.

E voi, dopo il lavoro, controllate mai quanto tempo impiega il vostro cavallo a tornare alla normalità?

Dr Ettore Ballardini – Ippiatra

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

* Couëtil LL, Cardwell JM, Ge**er V, Lavoie JP, Léguillette R, Richard EA. Inflammatory Airway Disease of Horses – Revised Consensus Statement. Journal of Veterinary Internal Medicine. 2016;30:503-515.
* Hinchcliff KW, Couëtil LL, Knight PK, et al. Exercise Induced Pulmonary Hemorrhage in Horses: American College of Veterinary Internal Medicine Consensus Statement. Journal of Veterinary Internal Medicine. 2015;29:743-758.
* Sullivan SL, et al. Relationship between tracheobronchoscopic score and bronchoalveolar lavage red blood cell numbers in the diagnosis of exercise-induced pulmonary hemorrhage in horses. Journal of Veterinary Internal Medicine. 2020.
* Van Erck E. Dynamic respiratory videoendoscopy in ridden sport horses: effect of head flexion, riding and airway inflammation in 129 cases. Equine Veterinary Journal Supplement. 2011;(40):18-24.
* Davison JA, Lumsden JM, Boston RC, Ahern BJ. Overground endoscopy in 311 Thoroughbred racehorses: findings and correlation to resting laryngeal function. Australian Veterinary Journal. 2017;95:338-342.
* Franklin SH. Assessment of dynamic upper respiratory tract function in the equine athlete. Equine Veterinary Education. 2017.

INFORTUNI NEL CAVALLO: 6 CONTROLLI PRIMA DI INIZIARE IL LAVOROCONDIVIDETE SE POTETEPrima di mo***re un cavallo, attaccar...
26/09/2026

INFORTUNI NEL CAVALLO: 6 CONTROLLI PRIMA DI INIZIARE IL LAVORO

CONDIVIDETE SE POTETE

Prima di mo***re un cavallo, attaccarlo o iniziare un allenamento, quanto tempo dedichiamo realmente a guardarlo?

Spesso molto poco.

Eppure alcuni problemi che diventano evidenti durante o dopo il lavoro avevano già lasciato qualche piccolo segnale prima di iniziare.

Una gamba leggermente più gonfia.
Un piede appoggiato diversamente.
Un ferro mosso.
Una suola sensibile.
Un posteriore che nei primi passi avanza meno dell’altro.

Non significa che ogni piccola anomalia debba diventare un caso clinico.

Significa semplicemente che due o tre minuti di osservazione prima del lavoro possono fornire informazioni molto utili.

Ecco i sei controlli che considero più importanti.

1. GUARDATELO PRIMA ANCORA DI FARLO CAMMINARE

La prima valutazione comincia con il cavallo fermo.

Come distribuisce il peso?

Tiene un arto costantemente scaricato?

Porta un anteriore più avanti dell’altro?

Sposta frequentemente il peso da un posteriore all’altro?

La postura, da sola, non permette di formulare una diagnosi e molti cavalli assumono normalmente posizioni asimmetriche durante il riposo.

Ma un cambiamento rispetto al comportamento abituale di quel cavallo merita attenzione.

Conoscere la normalità del proprio cavallo è probabilmente il primo vero strumento di prevenzione.

2. PASSATE LE MANI SULLE GAMBE

Guardare non basta.

Prima del lavoro vale la pena passare rapidamente le mani sugli arti, confrontando sempre destra e sinistra.

Cerchiamo:

* gonfiori;
* aumento di temperatura;
* edema;
* versamenti articolari;
* sensibilità;
* modificazioni del profilo di tendini e legamenti.

Una gamba leggermente piena dopo molte ore di box può non avere particolare significato.

Una tumefazione nuova, monolaterale, calda o dolente è un’altra storia.

Il confronto con l’arto controlaterale è spesso più utile della ricerca di una presunta temperatura “normale”.

Se il cavallo reagisce in modo marcato o il gonfiore è nuovo e doloroso, è meglio non continuare a manipolare la zona e chiedere consiglio al veterinario.

3. PULITE E GUARDATE I PIEDI

Sembra banale.

Proprio per questo viene qualche volta fatto velocemente.

Sollevare il piede permette di controllare:

* suola;
* fettone;
* presenza di sassi o corpi estranei;
* eventuali rotture della parete;
* stato della ferratura;
* chiodi o parti del ferro anomale.

Quando esiste un dubbio sul piede, anche il confronto del polso digitale tra i due arti può fornire un’informazione importante.

Il polso digitale va però interpretato nel contesto: può essere più evidente per diverse ragioni e, da solo, non consente di formulare una diagnosi.

Un cavallo atleta appoggia centinaia di chilogrammi su una superficie relativamente piccola.

Controllare quella superficie prima di chiedergli uno sforzo non è esattamente tempo perso.

4. GUARDATE COME APPOGGIA

Qui non parliamo soltanto di appiombi anatomici.

Osserviamo come il cavallo utilizza oggi quei piedi.

Un consumo irregolare del ferro, un appoggio modificato, una punta trascinata, un piede che atterra diversamente dal controlaterale possono meritare attenzione.

Ferratura, conformazione, terreno e patologie dell’apparato locomotore possono modificare la biomeccanica dell’appoggio.

Non tutte le asimmetrie sono patologiche.

Ma una modificazione nuova rispetto alla normalità di quel soggetto è un dato da non ignorare.

5. GUARDATELO CAMMINARE A FREDDO

Personalmente considero questo uno dei controlli più interessanti.

Prima di mo***re, attaccare o iniziare il lavoro vero e proprio, bastano alcuni metri al passo osservando il cavallo.

Guardate:

* se il passo è regolare;
* se entrambi i posteriori avanzano in maniera simile;
* se trascina una punta;
* se un arto compie un passo più corto;
* se testa e bacino presentano movimenti evidentemente asimmetrici;
* se mostra rigidità nelle prime curve.

Quando possibile, qualche metro in rettilineo e una semplice curva possono già fornire informazioni.

Non serve trasformare ogni uscita dal box in un esame di zoppia.

Serve conoscere come si muove normalmente quel cavallo.

Ed è proprio per questo che trovo particolarmente utile osservare periodicamente il cavallo prima che si sia riscaldato.

6. I PRIMI MINUTI DEVONO ESSERE RISCALDAMENTO, NON ALLENAMENTO

Una volta iniziato il movimento, il controllo non è terminato.

Il warm-up determina modificazioni fisiologiche reali: aumenta la temperatura muscolare e prepara progressivamente l’organismo al lavoro. Tuttavia, nella medicina equina mancano ancora protocolli scientificamente definitivi che stabiliscano durata e intensità ideali per ogni disciplina.

Trotto, galoppo, salto, dressage e lavoro amatoriale hanno esigenze molto diverse.

Il principio però rimane semplice:

passare progressivamente dal movimento al lavoro vero e proprio.

E soprattutto osservare cosa succede.

Il cavallo parte fluido?

È rigido?

Accorcia inizialmente un arto?

Ha difficoltà da una mano?

Migliora dopo alcuni minuti?

Peggiora aumentando l’intensità?

Sono tutte informazioni.

“DOPO DIECI MINUTI SI SCIOGLIE”

Questa è una delle frasi che sentiamo più spesso nelle scuderie.

E sarà probabilmente l’argomento di un prossimo articolo.

Perché un certo miglioramento con il riscaldamento può essere fisiologico.

Ma un cavallo che deve ogni giorno superare una rigidità evidente prima di riuscire a muoversi normalmente merita qualche domanda in più.

Il fatto che un’anomalia scompaia durante il lavoro non dimostra automaticamente che fosse irrilevante.

QUANDO IO NON INIZIEREI IL LAVORO

Ci sono situazioni nelle quali insistere per vedere se il cavallo “si scioglie” ha poco senso:

* zoppia evidente comparsa improvvisamente;
* gonfiore nuovo, soprattutto se caldo o doloroso;
* aumento evidente del polso digitale rispetto all’arto controlaterale;
* dolore marcato del piede;
* ferro instabile o problemi importanti della ferratura;
* ferite nelle zone sottoposte a movimento o pressione;
* comportamento locomotorio chiaramente diverso dal solito.

In questi casi è preferibile capire prima cosa sta succedendo.

Se il cavallo non vuole muoversi, mostra dolore importante o presenta una zoppia marcata, non forzatelo a camminare e contattate il veterinario.

IL CONTROLLO PIÙ IMPORTANTE? CONOSCERE IL PROPRIO CAVALLO

Non esiste una temperatura perfetta della gamba, un appoggio identico per tutti o una locomozione completamente simmetrica in ogni cavallo.

Quello che spesso conta maggiormente è il cambiamento.

Se vediamo lo stesso cavallo tutti i giorni, possiamo imparare a riconoscere ciò che per lui è normale.

Una piccola tumefazione che ieri non c’era.

Un piede che oggi appoggia diversamente.

Una rigidità che impiega sempre più tempo a scomparire.

Un posteriore che sembra avanzare qualche centimetro meno dell’altro.

Presi singolarmente possono significare poco.

Messi insieme e osservati nel tempo possono invece suggerire che sia opportuno approfondire.

La prevenzione degli infortuni nel cavallo atleta è molto più complessa di sei controlli e coinvolge carichi di lavoro, superfici, precedenti patologie, condizionamento, gestione e numerosi altri fattori.

Questi controlli non sostituiscono una valutazione veterinaria e non permettono, da soli, di diagnosticare una lesione.

Ma esiste una regola molto più semplice che possiamo applicare ogni giorno:

prima di chiedere al cavallo come lavora, guardiamo come sta.

Dr Ettore Ballardini DVM

RIFERIMENTI ESSENZIALI

* Tranquille CA et al. Warm-Up Strategies and Effects on Performance in Racing Horses and Sport Horses Competing in Olympic Disciplines. Animals, 2024.
* King MR, Colla S. Muscle Rehabilitation Techniques and Prevention of Injury. Vet Clin North Am Equine Pract, 2025.
* Bolwell CF et al. Proactive Management of the Equine Athlete. Animals, 2012.
* Hitchens PL et al. Meta-analysis of risk factors for racehorse catastrophic musculoskeletal injury in flat racing. Vet J, 2019.

E voi, prima di iniziare il lavoro, cosa controllate sempre nel vostro cavallo?

COBALTO E DOPING NELLE CORSE: UNA POSITIVITÀ SIGNIFICA SEMPRE DOLO?Casi recenti, possibili fonti, vitamina B12 e prepara...
19/09/2026

COBALTO E DOPING NELLE CORSE: UNA POSITIVITÀ SIGNIFICA SEMPRE DOLO?

Casi recenti, possibili fonti, vitamina B12 e preparati vitaminici di uso comune: tra evidenze scientifiche e ragionevole dubbio

CONDIVIDETE PER FAVORE

Negli ultimi tempi stanno circolando nell’ambiente ippico diverse considerazioni sulle positività al cobalto e sulla loro possibile origine.

Considerando che anche in Italia sono stati registrati recentemente diversi casi e che il cobalto può essere presente in preparati vitaminici e prodotti di uso relativamente comune nel cavallo sportivo, credo sia utile cercare di fare chiarezza.

Senza allarmismi, ma anche senza sottovalutare il problema.

Una positività al cobalto rappresenta innanzitutto il superamento di una soglia analitica stabilita dal regolamento antidoping.

Stabilire da dove provenga quel cobalto è una questione diversa.

Ed è proprio su questo punto che veterinari, allenatori, proprietari e tutto il comparto ippico dovrebbero essere maggiormente informati.

PERCHÉ SI CERCA IL COBALTO?

Il cobalto è un elemento naturalmente presente nell’organismo ed è parte integrante della vitamina B12, o cobalamina.

A concentrazioni sovrafisiologiche il cobalto può interferire con i meccanismi cellulari di risposta all’ipossia, attraverso il sistema HIF, influenzando anche l’espressione dell’eritropoietina endogena.

È uno dei motivi per cui l’impiego di elevate quantità di cobalto ha suscitato interesse come possibile mezzo di incremento della performance e, parallelamente, preoccupazioni per la salute e il benessere del cavallo.

Per questo l’IFHA ha stabilito precise soglie internazionali:

SOGLIE INTERNAZIONALI IFHA

PLASMA → 25 ng/ml

URINA → 100 ng/ml

La presenza di cobalto, quindi, è fisiologica.

È il superamento della soglia ad assumere rilevanza regolatoria.

COBALTO SOPRA SOGLIA NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE EPO

Una positività al cobalto non dimostra la somministrazione di eritropoietina esogena e, da sola, non identifica neppure la fonte del cobalto rilevato.

DA DOVE PUÒ ARRIVARE IL COBALTO?

Le possibili fonti sono diverse.

Alimentazione. Piccole quantità vengono normalmente assunte attraverso la dieta.

Integratori minerali. Alcuni supplementi destinati al cavallo sportivo contengono cobalto direttamente o all’interno di complessi vitaminico-minerali.

Vitamina B12. La cobalamina contiene strutturalmente un atomo di cobalto. I preparati contenenti B12 rappresentano quindi una fonte di cobalto, anche se questo non significa che una normale somministrazione di vitamina B12 determini necessariamente il superamento delle soglie antidoping.

Preparati vitaminici ed ematinici. Prodotti utilizzati come supporto metabolico, ematinico o durante il recupero possono contenere vitamina B12, sali di cobalto oppure entrambi.

Associazione di più prodotti. Un B-complex, un ematinico e un integratore minerale possono essere considerati separatamente prodotti di uso comune. L’esposizione complessiva, tuttavia, dipende dalla somma delle diverse fonti, dalle dosi e dalla frequenza delle somministrazioni.

Infine esiste uno scenario completamente differente: la somministrazione deliberata di sali di cobalto ad alte dosi, con esposizioni che possono essere molto superiori a quelle derivanti dalla normale supplementazione.

Questi scenari non dovrebbero essere automaticamente confusi.

COSA MOSTRANO I DATI ANTIDOPING?

Prima una precisazione metodologica importante.

Non esiste un registro mondiale uniforme delle positività al cobalto.

Le diverse autorità ippiche utilizzano sistemi di controllo, pubblicazione e classificazione differenti e spesso non è disponibile il numero totale di campioni analizzati specificamente per questa sostanza.

Non sarebbe quindi scientificamente corretto sommare semplicemente tutti i casi e parlare di “incidenza mondiale”.

Possiamo invece analizzare i finding documentati nelle singole giurisdizioni.

ITALIA: UN SEGNALE RECENTE DA OSSERVARE

Nei dati ufficialmente pubblicati risultano almeno cinque finding al cobalto concentrati tra giugno 2025 e agosto 2026.

2025 → 3 casi

L…k – galoppo
P…p – galoppo
R…n – galoppo

2026 → 2 casi

G…k – trotto
N…o – galoppo

Quattro dei cinque finding riguardano quindi il galoppo e uno il trotto.

Questo dato descrive semplicemente la distribuzione dei cinque casi e non significa che il rischio sia quattro volte superiore nel galoppo. Per stabilirlo sarebbe necessario conoscere il numero totale di cavalli e soprattutto di campioni controllati nelle due discipline nello stesso periodo.

Possiamo però constatare la presenza di cinque finding ufficialmente pubblicati concentrati in circa quindici mesi, un dato che merita attenzione e monitoraggio.

Il fenomeno, inoltre, non nasce oggi.

Uno studio pubblicato nel 2025 su Equine Veterinary Journal ha analizzato 104.770 campioni antidoping raccolti in Italia dal 2014 al 2022.

In nove anni furono confermate 536 positività. La prevalenza media complessiva delle violazioni risultò circa:

0,48% nel trotto

0,50% nel galoppo

Tra le sostanze soggette a soglia riscontrate nel periodo figurava anche il cobalto.

COSA ACCADE NEL RESTO DEL MONDO?

Finding al cobalto continuano a essere documentati in diverse importanti giurisdizioni.

Irlanda

Un caso particolarmente istruttivo riguarda Chainofconsequence, risultato sopra la soglia internazionale dopo una corsa nel 2024.

Il campione urinario venne confermato a circa 134 ng/ml, rispetto alla soglia di 100 ng/ml.

Secondo quanto riportato nel procedimento dell’Irish Horseracing Regulatory Board, l’analisi indicò inoltre cobalto inorganico, permettendo di distinguerlo dal cobalto riconducibile alla vitamina B12.

Questo dimostra quanto possa essere importante, quando analiticamente possibile, andare oltre il semplice dato positivo/negativo e cercare di caratterizzare l’origine dell’esposizione.

Australia

Alcune autorità australiane pubblicano anche le concentrazioni dei singoli campioni.

Nel caso Dancin With Lush furono riportati:

110 µg/L nel primo campione

e

105 µg/L nella controanalisi,

con una soglia di 100 µg/L.

Il caso richiama anche il problema dell’incertezza analitica quando una misurazione si trova molto vicina alla soglia.

Dal punto di vista regolatorio il superamento della soglia resta determinante secondo le norme applicabili. Dal punto di vista biologico e farmacologico, però, un valore appena superiore alla soglia e una concentrazione enormemente superiore non raccontano necessariamente la stessa storia.

Emirati Arabi Uniti

Nel dicembre 2024 Could She Be Magic risultò sopra la soglia urinaria di 100 µg/L a Meydan. Il risultato venne successivamente confermato dal laboratorio di Hong Kong.

Nell’aprile 2025 Aloraiq e Al Murshid, due cavalli dello stesso allenatore, risultarono entrambi sopra 100 µg/L.

Tre giorni prima della corsa entrambi avevano ricevuto un trattamento comprendente, tra le altre sostanze, vitamina B12.

La presenza di una possibile fonte, tuttavia, non dimostra da sola la causalità.

ATTENZIONE: HEMO 15 NON È L’UNICO PRODOTTO

Questo è un punto importante.

Il cobalto può essere presente in differenti medicinali, preparati vitaminici ed ematinici utilizzati in veterinaria.

Alcuni prodotti contengono direttamente sali di cobalto, come cobalto gluconato o digluconato. Altri apportano cobalto attraverso la vitamina B12, nella cui struttura molecolare è naturalmente presente.

Esistono inoltre prodotti che contengono entrambe le fonti contemporaneamente.

Un esempio veterinario europeo è Fercobsang, autorizzato anche per il cavallo in alcuni Paesi, che contiene sia cobalto sotto forma di gluconato/digluconato sia cianocobalamina.

Altri preparati veterinari commercializzati fuori dall’Europa contengono concentrazioni di cobalto gluconato comparabili a quelle di Hemo 15.

Anche numerosi medicinali umani contenenti cianocobalamina o idrossicobalamina apportano necessariamente cobalto attraverso la molecola della vitamina B12.

Questo, però, richiede una precisazione fondamentale:

CONTENERE COBALTO NON SIGNIFICA AVERE AUTOMATICAMENTE LO STESSO RISCHIO ANTIDOPING

Forma chimica, quantità effettivamente somministrata, dose, via di somministrazione, frequenza, durata del trattamento e associazione con altri prodotti possono modificare enormemente l’esposizione.

Per questo, nel cavallo da corsa, non è sufficiente conoscere il nome commerciale del prodotto.

È necessario leggerne la composizione.

Tra le voci alle quali prestare attenzione troviamo:

cobalto / cobalt

cobalto gluconato / cobalt gluconate

altri sali di cobalto

cianocobalamina / cyanocobalamin

idrossicobalamina / hydroxocobalamin

Un prodotto apparentemente descritto semplicemente come “vitaminico”, “ricostituente” o “ematinico” può quindi contribuire all’esposizione complessiva al cobalto.

HEMO 15: UN CASO DI STUDIO PARTICOLARMENTE INTERESSANTE

Tra questi prodotti Hemo 15 merita un approfondimento specifico perché è molto conosciuto nel cavallo ed esiste uno studio farmacocinetico condotto direttamente nel Purosangue.

La formulazione contiene:

Cobalto gluconato → 0,7 mg/ml

Cianocobalamina → 150 µg/ml

Una somministrazione di 10 ml contiene quindi 7 mg di cobalto gluconato.

Attenzione:

7 mg DI COBALTO GLUCONATO NON EQUIVALGONO A 7 mg DI COBALTO ELEMENTARE

LO STUDIO SU HEMO 15 NEL PUROSANGUE

Hillyer e collaboratori hanno studiato sei Purosangue ai quali furono somministrati per via endovenosa:

10 ml DI HEMO 15

corrispondenti a:

7 mg di cobalto gluconato

983 µg = 0,983 mg di cobalto totale

1,5 mg di vitamina B12

Vennero quindi monitorate le concentrazioni di cobalto e vitamina B12 nel plasma e nelle urine.

Sei settimane più tardi gli stessi cavalli ricevettero sperimentalmente:

100 mg DI CLORURO DI COBALTO

equivalenti a:

45,39 mg di cobalto

In termini di quantità di cobalto somministrata nello studio, il secondo trattamento forniva quindi circa:

46 VOLTE PIÙ COBALTO

Questo non significa che il rischio di positività fosse 46 volte maggiore.

Significa esclusivamente che la quantità di cobalto somministrata nel challenge con cloruro di cobalto era circa 46 volte quella contenuta nei 10 ml di Hemo 15.

Lo studio cercava infatti di distinguere analiticamente la supplementazione B12/cobalto dall’esposizione a elevate quantità di cobalto inorganico.

MA HEMO 15 È MAI COMPARSO IN UN CASO REALE?

Sì.

Nel procedimento riguardante Could She Be Magic, l’Emirates Racing Authority riportò che il cavallo aveva ricevuto B-complex e Hemo 15 otto giorni prima della corsa.

Nel procedimento vennero inoltre sollevate specifiche preoccupazioni riguardo alle quantità somministrate.

Possiamo quindi affermare che:

HEMO 15 È COMPARSO UFFICIALMENTE NELL’ANAMNESI FARMACOLOGICA DI UN PROCEDIMENTO RELATIVO A UNA POSITIVITÀ AL COBALTO

Non possiamo invece affermare che Hemo 15 sia stato dimostrato come unica causa della positività.

La differenza è fondamentale.

NEGLI STATI UNITI IL PROBLEMA È STATO AFFRONTATO DIVERSAMENTE

Nel giugno 2025 la Horseracing Integrity & Welfare Unit (HIWU) ha pubblicato un advisory specificamente dedicato anche a Hemo 15.

Nell’ambito della normativa HISA statunitense il prodotto è classificato come:

S0 – NON-APPROVED BANNED SUBSTANCE

Questa classificazione è specifica della normativa statunitense e non deve essere automaticamente trasferita all’Italia o all’Europa.

E SE HEMO 15 VIENE SOMMINISTRATO RIPETUTAMENTE?

Qui arriviamo alla maggiore area di incertezza.

Lo studio farmacocinetico sul Purosangue riguarda una singola somministrazione di 10 ml.

Nella pratica possono invece essere utilizzati trattamenti ripetuti, per esempio:

10 ml × 5 giorni

10 ml × 7 giorni

10 ml × 10 giorni

Possiamo utilizzare i dati ottenuti dopo una singola somministrazione per prevedere con certezza cosa accadrà dopo cinque, sette o dieci somministrazioni?

NO

Esistono evidenze sperimentali che esposizioni parenterali ripetute al cobalto possano modificarne la cinetica e determinarne una maggiore persistenza in alcuni compartimenti biologici.

Ma non disponiamo di dati sufficientemente solidi per stabilire con precisione quanto uno specifico protocollo ripetuto con Hemo 15 possa aumentare il rischio di superamento delle soglie e per quanto tempo.

Ed è precisamente qui che ritengo corretto mantenere un:

RAGIONEVOLE DUBBIO

Non possiamo affermare che un cavallo sottoposto a un normale ciclo terapeutico con Hemo 15 risulterà positivo al cobalto.

Ma, sulla base delle conoscenze attualmente disponibili, non possiamo neppure garantire che non possa accadere, soprattutto dopo somministrazioni ripetute, associazioni con altre fonti di cobalto/B12 e utilizzo in prossimità della competizione.

COSA POSSIAMO CONCLUDERE?

1. Il cobalto è fisiologicamente presente nel cavallo.

2. Le soglie internazionali IFHA sono 25 ng/ml nel plasma e 100 ng/ml nelle urine.

3. Una positività al cobalto non dimostra automaticamente l’utilizzo di eritropoietina né identifica automaticamente un abuso intenzionale.

4. Dieta, integratori, vitamina B12, preparati ematinici e medicinali possono rappresentare fonti differenti di cobalto.

5. Non tutti i prodotti contenenti cobalto presentano necessariamente lo stesso rischio: forma chimica, quantità, dose, via e frequenza sono determinanti.

6. Quando analiticamente possibile, distinguere cobalto inorganico e cobalto associato alla B12 può fornire informazioni importanti sull’origine dell’esposizione.

7. Hemo 15 contiene sia cobalto gluconato sia vitamina B12.

8. La farmacocinetica di una singola somministrazione di Hemo 15 è stata studiata specificamente nel Purosangue.

9. Hemo 15 è comparso nell’anamnesi farmacologica di procedimenti internazionali. Questo costituisce un elemento di attenzione, non una dimostrazione automatica di causalità.

10. I protocolli ripetuti rappresentano una delle principali aree di incertezza.

PRUDENZA, NON ALLARMISMO

L’obiettivo di questo articolo non è demonizzare un prodotto né fornire una giustificazione automatica alle positività.

È sottolineare quanto sia importante conoscere esattamente ciò che viene somministrato a un cavallo da corsa.

Ritengo quindi prudente:

• conoscere la composizione completa di medicinali e integratori;

• verificare la presenza di cobalto, sali di cobalto e vitamina B12;

• considerare l’esposizione complessiva quando vengono utilizzati più prodotti;

• registrare accuratamente prodotto, dose, via e data di ogni somministrazione;

• prestare particolare attenzione ai trattamenti ripetuti;

• non attribuire tempi di sospensione sulla base della sola esperienza o della farmacocinetica di una singola dose;

• verificare sempre le norme dell’autorità ippica sotto la quale il cavallo deve competere.

Un prodotto di uso comune non è automaticamente irrilevante ai fini antidoping.

E quando la letteratura scientifica non permette ancora di quantificare con precisione il rischio associato a determinati protocolli ripetuti, credo sia corretto mantenere un ragionevole dubbio.

Non significa creare allarme.

Significa distinguere ciò che sappiamo, ciò che possiamo ragionevolmente ipotizzare e ciò che ancora non sappiamo.

Ed è proprio questa distinzione che dovrebbe guidare un utilizzo più consapevole dei farmaci e degli integratori nel cavallo da corsa.

Dr. Ettore Ballardini
Medico Veterinario Ippiatra

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

1. Hillyer LL, Ridd Z, Fenwick S, Hincks P, Paine SW.
Pharmacokinetics of inorganic cobalt and a vitamin B12 supplement in the Thoroughbred horse: Differentiating cobalt abuse from supplementation.
Equine Veterinary Journal. 2018;50(3):343-349.
doi:10.1111/evj.12774.

2. Roccaro M, Rinnovati R, Stucchi L, La Rocca F, Cascio G, Peli A.
Survey on 9 years of anti-doping controls in horse races in Italy.
Equine Veterinary Journal. 2025;57(6):1592-1599.
doi:10.1111/evj.14496.

3. International Federation of Horseracing Authorities – IFHA.
International Agreement on Breeding, Racing and Wagering – International Thresholds.

4. MASAF / UNIRE.
Elenco cavalli positivi al doping. Archivio ufficiale italiano.

5. Irish Horseracing Regulatory Board – IHRB.
Procedimento Chainofconsequence.

6. Emirates Racing Authority – ERA.
Procedimento Mohamed Ibrahim / Could She Be Magic (GB), 2025.

7. Emirates Racing Authority – ERA.
Procedimento Fahad Al Hajri / Aloraiq (GB) & Al Murshid (FR), 2025.

8. Harness Racing New South Wales / Australian Harness Racing.
Documentazione regolatoria relativa al cobalto.

9. Horseracing Integrity & Welfare Unit – HIWU.
Horsemen’s Advisory: Adenosine and Hemo 15. 11 giugno 2025.

10. European Union Veterinary Medicines Database.
Schede ufficiali dei medicinali veterinari contenenti cobalto/cobalamina, incluse Hemo 15 e Fercobsang.

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