Campo Politico Femminista Agape

Campo Politico Femminista Agape Campo Politico Femminista di Agape, esperienza di incontro e dibattito femminista nata nel 1974, che si svolge ogni anno tra fine luglio e inizio agosto.

Agape è il nome del centro ecumenico costruito nel 1947 a Prali, nella bellissima Val Germanasca, dalla comunità valdese profondamente radicata in questo territorio, in cui, durante la seconda guerra mondiale, aveva praticato resistenza attiva al nazifascismo. Subito dopo la guerra un gruppo di giovani protestanti valdesi avviò la costruzione di una struttura immersa nelle montagne, a cui partecip

arono per anni centinaia di ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo. Da quel progetto nacque un luogo che avrebbe ospitato negli anni numerosi incontri internazionali su temi di attualità politica e sociale, questioni di genere, spiritualità, dibattito teologico, formazione, in cui si confrontavano credenti di diverse fedi e confessioni religiose, ma anche persone atee e agnostiche. In particolare la formula che più ha caratterizzato Agape è quella dei campi: incontri comunitari di una settimana in cui si alternano momenti teorici, ludici e di vita quotidiana collettiva. Dopo i primi campi a conduzione prevalentemente maschile, nel 1974 nacque il “campo femminista internazionale”: sebbene fosse stato convocato dagli allora direttori uomini di Agape, la scelta del separatismo si impose fin da subito. Racconta Letizia Tommasone, teologa femminista e pastora valdese che ha partecipato alla realizzazione dei primi campi donne: “I campi per i primi anni sono privi di un titolo e di un tema, non hanno relatrici ma tavole rotonde e dibattiti. Si tratta di grandi e appassionanti luoghi di incontro e di esperienza femminista e lesbica. I metodi sperimentati nei campi non potevano essere riportati in documenti e materiali. Si trattava soprattutto di gruppi di discussione e di autocoscienza, di esperienze corporee e artistiche, di laboratori (massaggi, fotografia, manipolazione di materiali, espressioni artistiche di vario tipo, danza, musica). A causa di questa frammentazione e indicibilità dell’esperienza corporea, l’archivio di Agape contiene poco materiale scritto. Sono conservate lì le liste delle partecipanti e, a volte, fogli sparsi legati alle attività”. Nel 1987 il campo donne si trasformò in un campo italiano inizialmente circoscritto all’esperienza del femminismo protestante, ma già dall'anno successivo si allargò e divenne un recettore delle esperienze dei femminismi italiani slegati da cornici religiose. Scorrendo le descrizioni dei campi donne dagli anni '70 fino ad oggi sembra di fare un viaggio nel tempo: si passa da “Femminismo e lotta di classe” (1975) a “Famiglia, occupazione femminile, doppio lavoro, maternità e aborto” (1977), dal corpo (1978) al “Rapporto tra emancipazione e liberazione” (1979): si discute di politica delle donne (1980-81), cultura (1982-83), tempo (1984), gioco (1985), “Scienza e teologia” (1988), “Immagine e utopia” (1990), “Pratiche della disparità” (1992), “Autorità femminile” (1993), “Politica e spiritualità” (1996), “Sapere d'amore” (2002), “Forza femminile” (2003), Precarietà (2005), migrazioni (2007), resistenze (2009), pratiche femministe (dopo Paestum) (2012), e di nuovo corpi (2013). Se all'inizio il tema politico e internazionalista è molto forte e dominano le lotte legate alla liberazione (erano gli anni delle battaglie per il divorzio e l'aborto), dall'inizio degli anni '90 l'orientamento dei campi donne è stato legato al pensiero della differenza sessuale, mentre negli ultimi anni la composizione delle staff che si occupano di ideare e organizzare i campi si è molto diversificata, arrivando ad incrociarsi con femminismi attivisti, creativi, queer e intersezionali. La prosecuzione di questa esperienza, e anche il motivo della sua longevità (caratteristica non propriamente tipica dei femminismi italiani), è dovuta a una trasmissione intergenerazionale (non necessariamente in senso anagrafico) progressiva: le staff sono composte da un numero variabile di donne, mediamente 5-6, che si prendono la responsabilità di lavorare in staff per alcuni anni. Per mantenere il legame con il luogo, ad ogni staff partecipa anche una donna del gruppo residente, composto da una decina di persone che per uno o più anni vive stabilmente ad Agape. Le staff si incontrano diverse volte durante l'anno per decidere temi e modalità dell'incontro successivo, e quando qualcuna esce dal gruppo si invita un'altra donna ad entrarvi. Durante i campi la gestione della struttura, la preparazione dei pasti, le pulizie sono fatti da volontari e volontarie dei Campolavoro, cioè lavoratori e lavoratrici, di solito molto giovani, che soggiornano ad Agape per un periodo di tempo più breve. I campi donne rappresentano a tutt'oggi un'esperienza separatista, che si svolge in un luogo abitato e attraversato da uomini e donne, con regole e prassi che tutelano gli spazi e i momenti separati delle attività. In quarant'anni questo luogo ha accolto relazioni tra donne, incontri, confronti, conflitti, amicizie, amori, rotture; scambi teorici e condivisione dello spazio, con-vivenza dei corpi.

Rachele è una di noi!La nostra amica e compagna Rachele Borghi è sotto attacco in Francia: dalla stampa ai social la des...
16/03/2026

Rachele è una di noi!

La nostra amica e compagna Rachele Borghi è sotto attacco in Francia: dalla stampa ai social la destra reazionaria sta alzando una violenta campagna d’odio contro di lei, fino alle minacce di morte.

Rachele è una docente e ricercatrice che si espone ogni giorno denunciando l’autoritarismo accademico, il pensiero coloniale e il genocidio del popolo palestinese.
Negli anni ha condiviso più volte con noi la sua esperienza e la sua grande passione.

Con lei condividiamo la lotta transfemminista e decoloniale dentro e fuori le università, per questo oggi ci schieriamo ancora una volta al suo fianco e vi chiediamo di fare altrettanto.

SE TOCCANO UNA RISPONDIAMO TUTT3!

⏰️ TIC TAC! ⏰️-1 All'apertura delle iscrizioni del   di Agape!Vi ricordiamo che trovate il link in bio per iscrivervi. L...
14/03/2026

⏰️ TIC TAC! ⏰️

-1 All'apertura delle iscrizioni del di Agape!

Vi ricordiamo che trovate il link in bio per iscrivervi. Le iscrizioni si effettuano direttamente sul sito di

🎒👑 Pront3 a partire?Ricordate di mettere in valigia il necessario per il nostro annuale ✨️𝑮𝑹𝑨𝑵 𝑮𝑨𝑳𝑨̀✨️🦹‍♀️ È il momento ...
19/07/2025

🎒👑 Pront3 a partire?
Ricordate di mettere in valigia il necessario per il nostro annuale ✨️𝑮𝑹𝑨𝑵 𝑮𝑨𝑳𝑨̀✨️

🦹‍♀️ È il momento perfetto per scatenare l'immaginazione e indossare quell'outfit che da troppo tempo avete abbandonato nell'armadio in attesa dell'occasione giusta!

👉 Category is: MERAVIGLIOSITÀ

Al campo avremo anche come ospite Giulia De Rocco, per una mattinata attorno ai temi dell’abolizionismo e di un futuro d...
18/07/2025

Al campo avremo anche come ospite Giulia De Rocco, per una mattinata attorno ai temi dell’abolizionismo e di un futuro da reimmaginare senza prigioni.

Giulia, nel suo attivismo e nella sua ricerca, si occupa di educazione, carcere, e questioni di genere. Conduce da anni gruppi di lettura e scrittura autobiografica negli istituti di pena, condivide storie e porta fuori la convinzione che non è giusto che ci sia un dentro. Abolizionista, transfemminista e lesbica, sta provando ad aiutare LunaP a dimenticare il canile.

Quest’anno Giulia ha pubblicato “Aboliamo il carcere. Immaginare un futuro senza prigioni” (eris edizioni) e il nostro incontro con lei partirà dal suo testo.

Dalla quarta di copertina:
“L'abolizione del carcere è un progetto concreto. Giulia De Rocco ce lo racconta immaginando un futuro prossimo in cui si è realizzato. Mescolando saggistica e narrazione, si concentra sui passaggi individuali e collettivi che hanno tracciato le tappe di questa trasformazione. Non si parla solo del superamento degli istituti di detenzione: è un processo che parte dalla nostra intimità, dalle nostre relazioni e dalle nostre comunità per stravolgere quegli assunti che ci sembrano irrinunciabili come i binomi vittima/carnefice, innocente/colpevole. Assunti che sottendono la logica punitiva che guarda solo alla violenza privata, interpersonale, soggettiva, senza guardare a contesto, cause, strutture di potere di cui istituzioni e mercati hanno bisogno per sopravvivere. Abolire il carcere significa lavorare per il superamento delle oppressioni e la decostruzione dei sistemi di potere. Significa abbandonare la punizione per una giustizia che trasforma e guarisce basata su benessere e cura. Soprattutto bisogna iniziare dall'alleanza tra chi è dentro e chi sta fuori. Per rendere quei muri sempre più permeabili sino a farli sparire.”

Giravano voci, ma oggi possiamo confermarlo! Al campo  Filosottile presenterà, insieme ad Antonia Caruso, il suo ultimo ...
17/07/2025

Giravano voci, ma oggi possiamo confermarlo! Al campo Filosottile presenterà, insieme ad Antonia Caruso, il suo ultimo libro:

Contro la politica delle briciole - La mostruositrans e altre mitologie femministe (Tamu, 2025)
È una notte di pioggia. Sotto una tettoia si radunano novelle Shahrazad. Sono creature mostruose: Gregor Samsa, il Minotauro, Cappuccetto rosso e molte altre. La mostruositrans è la loro attitudine. Discutono, si confrontano, riscrivono i copioni della narrazione sull’esperienza trans. Minano le fondamenta dei miti consolidati, si impegnano in un'archeologia delle tracce disperse, decolonizzano l’incubo del reale e diffondono sogni profetici.
In costante oscillazione tra saggio, narrativa di speculazione, pamphlet e scrittura drammatica, Contro la politica delle briciole si fa forte del potere trasformativo dei racconti mitologici e letterari per contrastare la fissità dei rapporti di dominio.
Attraverso la riscrittura dei canoni, l’immaginario offerto da questo libro - che coinvolge e mobilita tutte le creature - si rivela premessa necessaria all’azione di un femminismo rivoluzionario. Se possiamo ri-raccontare i miti da prospettive altre, allora il finale non è scritto e possiamo immaginare un futuro diverso.

filo sottile (1978) è scrittrice trance-gender, autrice apocrifa, punkastorie, bibliotecaria esternalizzata. È una terrona nata e cresciuta all’ombra delle Alpi Cozie. Ha scritto spettacoli, un romanzo, racconti, articoli su piante, viandanze, femminismo, immaginario e, questioni No Tav. Ha pubblicato, tra le altre cose, La mostruositrans, Senza titolo di viaggio, Se vi va bene bene se no seghe (con Valerio Minnella e Wu
Ming 1).
Ha un blog: filosottile.noblogs.org.

Last but not least...Laboratorio di autodifesa digitale a cura di LaviniaUno spazio di condivisioni, scambi, esplorazion...
14/07/2025

Last but not least...

Laboratorio di autodifesa digitale a cura di Lavinia

Uno spazio di condivisioni, scambi, esplorazioni pratiche di strumenti digitali con cui interagiamo tutti i giorni: come funzionano? Cosa ci permettono, cosa ci precludono, cosa ci impongono? Cercheremo di analizzare le nostre relazioni con i dispostivi, toccando i limiti e i vincoli delle nostre esperienze, immaginando tecnologie/pratiche di relazione femministe con le tecnologie verso liberazioni collettive.

Per due anni l'abbiamo desiderato e finalmente quest'anno non mancherà!MATERIA SIGNATA. Laboratorio di Iyengar Yoga a cu...
11/07/2025

Per due anni l'abbiamo desiderato e finalmente quest'anno non mancherà!
MATERIA SIGNATA. Laboratorio di Iyengar Yoga a cura di Maresa Lippolis
È già nel corpo che esperiamo il mondo. I codici, le memorie, i sogni, sono inscritti nella carne. Toccare la materia signata del corpo ci consente di riconoscere il confine poroso della pelle, la permeabilità alla dimensione intersoggettiva. Il laboratorio si basa su esercizi di asana e respirazione accessibili anche a chi non ha mai praticato yoga. Per partecipare sarà necessario portare il proprio tappetino da yoga e 2 mattoni in sughero o schiuma.

Un altro laboratorio che ci accompagnerà durante il campo:"Il cosmo dentro di noi" a cura di Paula SattaI padri bianchi ...
11/07/2025

Un altro laboratorio che ci accompagnerà durante il campo:
"Il cosmo dentro di noi" a cura di Paula Satta
I padri bianchi ci hanno detto: “Penso, dunque sono”. La madre nera dentro ciascuna di noi, la poeta, sussurra nei nostri sogni: “Sento, dunque posso essere libera”
— Audre Lorde
Useremo strumenti dell’astrologia per ri-conoscerci, ma questo non è un laboratorio tradizionale sul linguaggio simbolico astrologico. Lo faremo a partire dalla pratica, utilizzando concetti di pensatrici femministe e decoloniali, intrecciando saperi derivati dall’osservazione dei cicli dell’astrologia umanistica con la pratica del respiro consapevole e dello yoga. C’è un legame tra il nostro corpo e l’ambiente, tra il cielo e la terra, che si rompe ogni volta che viviamo disconnesse, alienate, in uno stato permanente di ansia, paura, stress, confusione mentale e precarietà. La violenza che ci circonda non ci è estranea. La difficoltà di ascoltarci è anch’essa un atto violento contro noi stessə. Prenderci un tempo per essere presentə e riconoscere la potenza del nostro cosmo collettivo è fondamentale. Rincantare il futuro, ma anche il presente, sorelle, comadres, guerrigliere, compañerxs!

Un altro laboratorio che avremo il piacere di avere al campo di quest'anno, a cura di COME SCEGLIERE L'UTOPIA: LABORATOR...
10/07/2025

Un altro laboratorio che avremo il piacere di avere al campo di quest'anno, a cura di

COME SCEGLIERE L'UTOPIA: LABORATORIO DI TEATRO DELL'OPPRESSO

Dopo la rabbia e la raccolta dell'eredità delle femministe che ci hanno preceduto, è il momento di decidere cosa fare di tutto questo. Con le tecniche del Teatro Immagine e del Poliziotto nella Testa cercheremo di disfarci di tutto quello che ci impedisce di creare le nostre utopie, scegliendo attivamente come vivere le nostre relazioni e il mondo che ci circonda, facendoci guidare dalla curiosità invece che dalla paura.

Ecco uno dei laboratori che avrete la possibilità di seguire quest'anno al campo: Ricucire gli strappi – laboratorio di ...
09/07/2025

Ecco uno dei laboratori che avrete la possibilità di seguire quest'anno al campo:

Ricucire gli strappi – laboratorio di cucito per la cura dei nostri ecosistemi

Le tecniche di riparazione degli abiti richiedono cura e amore e autoconsapevolezza. Durante questo
laboratorio, le partecipanti sono invitate a portare un proprio indumento danneggiato da strappi, macchie
o semplice usura; insieme cercheremo il modo migliore per ripararlo, attraverso alcune tecniche di visible
mending e di ricamo, che rendendo visibile la riparazione ci parlano del valore di prendersi il tempo di
risanare noi, le cose che usiamo e i sistemi in cui siamo inserite.

A cura di

Mancano poche settimane al campo e rieccoci col solito post che speriamo possa esservi utile! Cerchi un passaggio per Ag...
01/07/2025

Mancano poche settimane al campo e rieccoci col solito post che speriamo possa esservi utile! Cerchi un passaggio per Agape? Hai un posto in macchina da offrire? Scrivi nei commenti a questo post!

Indirizzo

Borgata Agape, 1
Prali
10060

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Campo Politico Femminista Agape pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Campo Politico Femminista Agape:

Condividi