Voltapagina

Voltapagina Associazione culturale:
presentazione libri, convegni, mostre, progetti di solidarietà sociale.

Associazione culturale di volontariato, basata sul valore della solidarietà sociale, finalizzata a diffondere l'interesse per la cultura in tutte le sue espressioni e in particolare per la lettura, pratica riguardo alla quale l'Italia si colloca agli ultimi posti nelle classifiche dei Paesi dell'UE. Il nome “Voltapagina” vuole indicare nella lettura un’occasione di crescita, ma anche di rinnovamento. Infatti tra le finalità dell’associazione c’è il desiderio di interpretare la cultura come un’attività partecipativa, aperta a tutte le persone che desiderino esprimere positivamente la propria personalità, il proprio pensiero, le proprie aspettative, e che intendono confrontarsi e dialogare con singoli, enti ed istituzioni per una crescita personale e del territorio. Cultura intesa anche come un mezzo capace di ridurre le differenze e di creare buone opportunità di dialogo tra persone che possiedono differenti “patrimoni” culturali e sociali.

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla p...
06/10/2026

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla presso il Cantiere 2 in Località Cappuccini tutte le mattine da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e il sabato (solo su prenotazione) alle 10 e alle 17. La mostra si costituisce di 11 progetti. Di seguito il testo di uno dei progetti:

La mancanza e la crescenza
Giacomo Coppa

Queste due parole, che costituiscono anche il titolo del lavoro, sono quelle con cui il pastore Carmine conclude la sua intervista per spiegare un concetto che va oltre la notte dei tempi: una credenza antica secondo cui la vita di piante e animali va presa quando la luna è calante. Il pastore spiega di non aver mai applicato nessun tipo di conservante per il legno dei collari che fabbrica nei momenti del pascolo, e che qualsiasi cosa può essere applicata al concetto di mancanza, dalle fondamenta di un palazzo alla conserva degli alimenti. Che si tratti di un bastone da passeggio, di un cucchiaio o della costruzione di uno strumento, tali manufatti rappresentano l’espressione di un sapere radicato nel territorio. In modo analogo, questo progetto si propone di indagare la cultura materiale di Polla generando un archivio ragionato, attraverso l’intervista video della persona e l’oggetto preso in questione; il fine ultimo sarà la fotografia dell’oggetto accompagnata dalla scheda di catalogazione, che ne registra nome, materiale, datazione, provenienza e descrizione. Il metodo di catalogazione adottato da Coppa è riconducibile a quello di Lamberto Loria, etnologo che ha fondato il Museo delle tradizioni popolari a Roma. Nella recente mostra Le fiabe sono vere. Storia popolare italiana, a cura di Massimo Osanna e Andrea Viliani, il visitatore è chiamato a un viaggio attraverso oggetti, documenti e registrazioni sonore che permettono di immergersi nel patrimonio culturale materiale italiano; tra i materiali esposti figurano anche numerosi oggetti provenienti dal Vallo. Un altro dei principali riferimenti è il lavoro Misurazioni di Mario Cresci, che ha utilizzato la fotografia come strumento di lettura critica della realtà contadina, indagando come la creatività degli anziani, espressa nella realizzazione di oggetti d’uso quotidiano, trascenda qualsiasi finalità commerciale e rimanga coerente con una cultura locale tramandata di generazione in generazione. Similmente, il lavoro ragiona su diverse figure della comunità pollese — artigiani, artisti e pastori — che custodiscono un sapere antico oggi sempre più raro. L’indagine prende avvio dalla catalogazione degli oggetti che possono essere considerati la sintesi più significativa del loro lavoro, nella convinzione che tali manufatti costituiscano una testimonianza concreta di conoscenze, pratiche e tradizioni tramandate nel tempo.

Progetto Memoria Attiva sostenuto da Fondazione con il Sud realizzato da Voltapagina Pro Loco Polla Comune di Polla - Pagina Istituzionale Iris Cooperativa Sociale

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla p...
02/10/2026

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla presso il Cantiere 2 in Località Cappuccini tutte le mattine da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e il sabato (solo su prenotazione) alle 10 e alle 17. La mostra si costituisce di 11 progetti. Di seguito il testo di uno dei progetti:

Fare e disfare
di Francesca Atzori

Fare e disfare nasce dal desiderio di indagare il gesto manuale come pratica relazionale, capace di creare connessioni tra corpi, memorie e saperi condivisi. Il progetto prende forma attraverso un laboratorio partecipativo realizzato a Polla insieme a diverse signore del paese, dove l’intreccio è considerato un’esperienza capace di attivare relazioni e costruire una
dimensione comune. Un tempo le donne del paese portavano i capelli raccolti in due trecce che venivano poi avvolte su se stesse sulla sommità del capo: questo semplice gesto quotidiano, che si trasforma in una forma simbolica di cura e forza, diventa il punto di partenza del lavoro. Le partecipanti, mantenendo la continuità ritmica del gesto, hanno lavorato con una lana spessa e morbida, intrecciandola con il corpo e le mani per ottenere una treccia unica lunga dodici metri. La scelta di non utilizzare nessuno strumento è stata centrale nel processo: il corpo diventa esso stesso lo strumento del fare. Ogni intreccio si è costruito attraverso gesti lenti e ripetitivi che richiedono coordinazione, ascolto e attenzione e che, uniti alle conversazioni e ai racconti del territorio, trasformano il laboratorio in uno spazio di relazione prima ancora che di produzione. Tim Ingold interpreta il fare non come semplice realizzazione di un prodotto finale, ma come processo aperto e relazionale, in cui il sapere si costruisce attraverso l’esperienza diretta, il movimento e la pratica condivisa. La
dimensione partecipativa richiama inoltre la ricerca di Maria Lai, che attraverso il filo e il gesto del tessere ha dato forma a opere capaci di connettere persone, luoghi e memorie collettive: come in Legarsi alla montagna, il filo diventa strumento di costruzione di una comunità temporanea. Qui però quello che unisce le partecipanti non è solo il materiale, ma il processo stesso del fare insieme. Il sapere tecnico non risiede negli oggetti, ma nei corpi che agiscono: André Leroi-Gourhan individua nel gesto tecnico una forma di memoria, un sapere che si conserva nel corpo e sopravvive nella ripetizione. Il laboratorio si è svolto in una stanza asettica attraversata da una serie di finestre affacciate sul Vallo di Diano, e lo spazio neutro si è trasformato con la presenza delle signore e i loro gesti ripetuti. Così la treccia assume una nuova identità, ridefinita da un insieme di mani che, lentamente e con cura, hanno reso possibile l’esperienza di uno spazio comune.

Memoria Attiva sostentuto daFondazione con il Sud con Voltapagina, Pro Loco Polla, Comune di Polla - Pagina Istituzionale, Iris Cooperativa Sociale

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla p...
29/09/2026

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla presso il Cantiere 2 in Località Cappuccini tutte le mattine da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e il sabato (solo su prenotazione) alle 10 e alle 17. La mostra si costituisce di 11 progetti. Di seguito il testo di uno dei progetti:

Osservazione e documentazione delle abitudini alimentari nella regione di Polla
di Baiming Zhang, Yingxin Teng

Il progetto di Zhang e Teng si è concentrato sul cibo tradizionale fatto a mano, scegliendo alcune famiglie locali di Polla. I due autori hanno visitato la casa di una nonna di nome Anna che, insieme al nipote David, li ha aiutati a completarlo. Hanno scelto il cibo come oggetto di ricerca ispirandosi al proverbio cinese «Il cibo è il primo bisogno dell’uomo». Osservare le abitudini alimentari locali è stato fondamentale per comprendere lo stile di vita e la cultura familiare della cittadina. Inizialmente l’approccio era simile a quello dei food blogger online: numerose inquadrature dettagliate, dimostrazioni passo passo e diverse angolazioni. Tuttavia si sono resi conto che questo formato non si adattava al tema. Il modo migliore per documentare il cibo era partecipare, vivere la preparazione insieme alla nonna Anna. Hanno capito che ciò che li affascinava veramente non era il cibo in sé, ma tutto ciò che accadeva intorno alla sua preparazione: chiacchierare, aspettare, osservare, ricordare. Sono passati così dal cambiare di continuo posizione e obiettivo a un treppiede fisso, che ha permesso loro di partecipare attivamente. Quando la telecamera non era più al centro dell’attenzione, la distanza con nonna Anna si è accorciata, trasformando la documentazione in una creazione collaborativa.
I riferimenti provengono da un contesto culturale cinese, inclusa la serie di documentari A Bite of China, che utilizza le pratiche culinarie per raccontare storie di persone, famiglie e tradizioni locali. Inoltre il sociologo Fei Xiaotong ha affermato, nel suo libro From the Soil, che gran parte della conoscenza e della tradizione non viene trasmessa solo attraverso l’istruzione formale, ma si forma e si perpetua nella vita familiare e nell’osservazione diretta. Con nonna Anna hanno preparato diversi piatti tradizionali locali, tra cui cannelloni, ravioli e pasta al forno con ziti, e l’hanno introdotta alla cucina cinese: lo scambio è diventato una parte importante del progetto. Il rapporto di osservazione unidirezionale ha cominciato a cambiare: non erano più osservatori, ma co-partecipanti. Dai racconti di Anna hanno appreso che molti dei metodi tradizionali non erano stati appresi formalmente, ma acquisiti lavorando nei ristoranti, con una lunga osservazione e una pratica continua. Il progetto lascia dietro di sé non solo questa memoria visiva del cibo, ma anche un piccolo archivio di fotografie, video, trascrizioni di interviste ed esperienze di partecipazione sul campo.

Memoria Attiva sostentuto daFondazione con il Sud con Voltapagina, Pro Loco Polla, Comune di Polla - Pagina Istituzionale, Iris Cooperativa Sociale
con Davide Larocca

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla p...
27/09/2026

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla presso il Cantiere 2 in Località Cappuccini tutte le mattine da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e il sabato (solo su prenotazione) alle 10 e alle 17. La mostra si costituisce di 11 progetti. Di seguito il testo di uno dei progetti:

📌Anatomia di una comunità
Santina Coralluzzo

👇Per questo progetto fotografico Coralluzzo ha scelto di raccontare l’identità del paese di Polla focalizzando l’attenzione sull’unico elemento che rende davvero vivo un luogo, le persone che lo abitano ogni giorno. Il lavoro non va alla ricerca dello scatto sensazionale o del momento straordinario: si sviluppa attraverso una scelta metodologica precisa, rigorosa e costante, il ritratto a figura intera.
Fotografare ogni persona dalla testa ai piedi non è una semplice preferenza estetica: racchiude il cuore concettuale della ricerca. Allontanare la macchina per includere l’intero corpo permette di raccogliere una quantità enorme di informazioni spontanee: la postura reale, il modo in cui ci si presenta al mondo, la scelta degli abiti, la distanza che si decide di mantenere rispetto allo spazio. Lo sguardo, rivolto con totale frontalità verso l’obiettivo, crea un canale diretto, onesto e privo di filtri tra chi fotografa e chi viene fotografato.
Questa ripetizione sistematica trasforma la sequenza in una griglia ordinata, in cui lo spettatore può confrontare le generazioni, osservando come cambia l’attitudine tra anziani, giovani e bambini all’interno dello stesso contesto sociale.
Questo modo di lavorare si collega alla struttura del libro Differenza e ripetizione del filosofo Gilles Deleuze. Di solito si pensa che ripetere la stessa cosa crei solo monotonia; Deleuze, invece, spiega che la ripetizione serve proprio a far saltare fuori le differenze. Nelle immagini succede questo: poiché la regola tecnica è uguale per tutti, chi guarda non si concentra
sull’inquadratura, ma sulle caratteristiche uniche di ogni persona. Questo approccio ricorda anche i ritratti di Adrian Paci, dove il legame tra la persona e lo spazio diventa il modo ideale per raccontarne la storia e l’identità profonda.
Lo sfondo non è mai un elemento decorativo o casuale, ma uno specchio dell’identità, che posiziona le persone nella loro quotidianità. La scelta è stata quella di utilizzare sfondi sempre diversi, ambientazioni che, messe l’una accanto all’altra, vanno a comporre un pattern visivo dinamico. Si crea così un archivio sistematico e ragionato della comunità, in cui ogni cittadino
rappresenta una tessera di una memoria collettiva più ampia. Mettendo le fotografie una dopo l’altra si compone un vero e proprio atlante umano, un grande album di famiglia collettivo che celebra lo scorrere della normalità e restituisce a Polla il suo patrimonio culturale più prezioso: la sua stessa gente.

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla p...
26/09/2026

Vi proponiamo i testi dei progetti fotografici che compongono la mostra fotografica QUEL CHE PASSA, visitabile a Polla presso il Cantiere 2 in Località Cappuccini tutte le mattine da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e il sabato (solo su prenotazione) alle 10 e alle 17. La mostra si costituisce di 11 progetti. Di seguito il testo di uno dei progetti:

📌E niente, questo è
di Gianmarco Aquilani, Marika Dadi

ℹLa nostra ricerca nasce dal desiderio di dare voce alle storie degli abitanti di Polla, accomunate da partenze, ritorni, fughe da e verso un territorio che, nel bene e nel male, si continua a chiamare casa. La storia del paese è profondamente segnata dallo spostamento e dalla migrazione: la sua posizione geografica la rende una terra di passaggio, ciò che Marc Augé definirebbe un non-luogo, uno spazio di transito che fatica a sedimentare un’identità relazionale condivisa. La domanda che viene da porsi allora è «cosa spinge a restare?», e sono tre installazioni a cercare una risposta, attraverso le storie degli abitanti e l’utilizzo dell’archivio, che assume un ruolo centrale nel progetto.
Sono stati adottati due metodi di lavoro: la raccolta, intesa come accumulazione del materiale d’archivio che documenta le storie di tre pollesi — Ana Pepe, Ettore Volpe e Felicetta Soccodato — e gli oggetti a esse legati, e la traduzione, in cui l’archivio viene reinterpretato attraverso l’ascolto di queste storie e il tentativo di restituirle visivamente. Nella prima installazione le fotografie di un album di famiglia vengono rielaborate con la tecnica dell’antotipia, utilizzando i rami del cipresso: le immagini si trasformano in tracce evanescenti, che raccontano i legami e l’effetto che la lontananza e il tempo hanno su di essi. Nella seconda la lettera di un soldato alla madre viene letta dal nipote Fabio Volpe, in una fusione tra passato e presente da cui emerge un sentimento di cura verso la famiglia e il territorio. Nella terza il corredo e il gesto del tessere diventano il simbolo del desiderio di tornare nella propria terra.
Il progetto traduce il concetto di restanza, coniato all’antropologo Vito Teti - Schegge di ultimità. che riguarda la necessità, il desiderio e la volontà di generare un nuovo senso nei luoghi in cui si è nati e cresciuti: un’eco del radicamento che Simone Weil identificava come uno dei bisogni fondamentali dell’anima umana. Il restare non è una condizione riducibile a un giudizio semplicistico, positivo o negativo. È una scelta che si rivela spesso dolorosa e difficile.
L’archivio familiare viene così raccontato e rielaborato, divenendo ciò che Georges Perec, riprendendo Borges, definisce «aleph», il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra. In questo modo le storie diventano universali, vicende personali che ricordano i vissuti comuni a molte famiglie d’Italia: quando la vita ci travolge, ci aggrappiamo gli uni agli altri per resistere.

Memoria Attiva sostentuto da Fondazione con il Sud con Voltapagina Pro Loco Polla Comune di Polla - Pagina Istituzionale Iris Cooperativa Sociale

23/09/2026

Un breve documentario sul dietro le quinte del film PAR BRUTT, un mese in cui persone diverse si sono incontrate, hanno lavorato insieme e hanno condiviso tempo, competenze, ricordi e desideri.
PAR BRUTT è un film breve ricavato da filmati di matrimoni girati in video 8, musicato da 20 musicisti del territorio.
Il film e la colonna sonora sono stati realizzati nei mesi di luglio e agosto 2026, nell’ambito del Progetto Memoria Attiva sostenuto da Fondazione Con Il Sud con capofila l’ Associazione Voltapagina ODV, la Pro Loco Polla APS, il Comune di Polla e la Cooperativa Sociale Iris.
Il film “Par Brutt”, è stato realizzato dal regista Giacomo Fausti attraverso la raccolta di bobine di matrimoni degli anni ’80 girati in Video 8 girate dal nonno Gianni Fausti di Polla, ed è accompagnato dalla musica nata durante il laboratorio di sonorizzazione curato dai musicisti Giosi Cincotti e Sergio Sorrentino, insieme a 20 musicisti e musiciste del territorio che in 8 giorni agli inizi di agosto hanno preso parte alla composizione della colonna sonora.
Il breve documentario racconta la realizzazione della colonna sonora del film.

È ora online il film PAR BRUTT e il DIETRO LE QUINTE. Link in bio
19/09/2026

È ora online il film PAR BRUTT e il DIETRO LE QUINTE. Link in bio

19/09/2026

Abbiamo il piacere di presentarvi il Film "Par Brutt" di Giacomo Fausti sui nostri canali social (Facebook e Youtube).
“Par Brutt - una storia fuori campo”, un film breve ricavato da filmati di matrimoni girati in video 8, musicato da 20 musicisti del territorio.
Il film e la colonna sonora sono stati realizzati nei mesi di luglio e agosto 2026, nell’ambito del Progetto Memoria Attiva sostenuto da Fondazione Con Il Sud con capofila l’ Associazione Voltapagina ODV, la Pro Loco Polla APS, il Comune di Polla e la Cooperativa Sociale Iris.
Il film “Par Brutt”, è stato realizzato dal regista Giacomo Fausti attraverso la raccolta di bobine di matrimoni degli anni ’80 girati in Video 8 girate dal nonno Gianni Fausti di Polla, ed è accompagnato dalla musica nata durante il laboratorio di sonorizzazione curato dai musicisti Giosi Cincotti e Sergio Sorrentino, insieme a 20 musicisti e musiciste del territorio che in 8 giorni agli inizi di agosto hanno preso parte alla composizione della colonna sonora. Un film d’archivio, una colonna sonora, un paese che torna a guardarsi. Dopo un mese di lavoro, incontri, immagini ritrovate, musica e condivisione, è arrivato il momento di restituire tutto questo ai cittadini.
Regista: Giacomo Fausti
Musicisti: Giosi Cincotti, Sergio Sorrentino, Alessia Cafaro, Loredana Casella, Giorgia Cupersito, Maria Francesca Del Bagno, Francesca Ferrero, Mario Cafaro, Antonio Caggiano, Nicolò Cammardella, Michele Cancro, Raffaele Cupersito, Marco Del Bagno, Sandro Distefano, Giovanni Di Donato, Ulderico Di Domenico, Alberico Fausti, Ibrahima Kouyate, Roberto Panzella, Valentino Perna, Roberto Plaitano, Gerardo Ritorto
Digitalizzazione: Giacomo Fausti, Manuela Pontillo, Wilma Bombardiero, Williams Lamattina, Chiara Del Bagno, Roberto Panzella, Giacomo Fausti, Lia Medici

Siete tutti invitati questa sera 19 settembre alle ore 18:00, ai giardini della Biblioteca "Prof. V. Curcio" di Polla pe...
19/09/2026

Siete tutti invitati questa sera 19 settembre alle ore 18:00, ai giardini della Biblioteca "Prof. V. Curcio" di Polla per la presentazione del libro di Laura de Masi edito da ARTESTESA

"𝗟𝗔 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔 𝗢𝗦𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗟𝗨𝗡𝗔"
Reading collettivo a cura di Celeste Ianniciello

- VI EDIZIONE - Summer Edition.
" Artestesa è una piccola casa editrice indipendente nata a Napoli da una rassegna d'arte underground ".

Vi ricordiamo che la mostra Quel che passa è aperta tutte le mattine dalle 9 alle 12 e solo  il sabato su prenotazione p...
10/09/2026

Vi ricordiamo che la mostra Quel che passa è aperta tutte le mattine dalle 9 alle 12 e solo il sabato su prenotazione per acedere alle 10 o alle 17. Telefoni per prenotare 3471405113 e 333 308 3030.
Eccezione: solo sabato 12 settembre non ci sarà la vistia alle 17.00.

Comune di Polla - Pagina Istituzionale Pro Loco Polla Iris Cooperativa Sociale

Indirizzo

Via Luigi Curto 43
Polla
84035

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