Arte del Tappeto

Arte del Tappeto Importazione Lavaggio e Restauro Tappeti

Il LABORATORIO : Ultimato il lavaggio, la sanificazione ed il restauro ricostruttivo a regola d'arte di un vecchio tappe...
03/10/2026

Il LABORATORIO : Ultimato il lavaggio, la sanificazione ed il restauro ricostruttivo a regola d'arte di un vecchio tappeto turco Yagcibedir. In particolare il tappeto presentava ancora la struttura di trame ed orditi integra. Il lavoro si è dunque incentrato nella sostituzione dell'annodatura logora attraverso la tecnica e le lane originali.

TRATTAZIONE : IL TAPPETO NELLA PITTURAL’Arte del tappeto ha certamente una storia millenaria come testimoniato dal noto ...
12/09/2026

TRATTAZIONE : IL TAPPETO NELLA PITTURA
L’Arte del tappeto ha certamente una storia millenaria come testimoniato dal noto tappeto Pazyryk ma ancor di più dalle antichissime manifatture di origine namade . Salvo però rari casi, per via della normale usura, non esistono esemplari in buone condizioni con oltre 200 anni di età. Non abbiamo dunque oggi ne il manufatto d’epoca e nemmeno una foto che lo rappresenti. Esistono però i dipinti. A partire dal XV secolo d.c. infatti, in pieno rinascimento, le corti europee, i nobili, le ricche famiglie di commercianti e banchieri hanno rivolto la loro attenzione verso il medio oriente intensificando lo scambio economico e culturale. In questo contesto non poteva mancare, spesso come gradito dono di rappresentanza, il più prezioso e significativo prodotto dell’artigianato orientale ovvero il Tappeto. In breve tempo è divenuto un vero e proprio status symbol comparendo nelle dimore al centro del potere economico, politico e religioso del vecchio continente. La conseguenza fu che vennero commissionati ai più noti pittori dell’epoca ritratti di famiglia o rappresentazioni religiose dove comparivano in primo piano proprio i preziosi tappeti. Questo ci consente oggi di sapere quali fossero le manifatture più in voga a quel tempo. In particolare possiamo apprezzare i tappeti Turchi di Ushak, Pergamo, Melas, Mudjur, Karapinar etc. nei dipinti più antichi (Lorenzo Lotto 1480/1557 - Hans Holbein 1497/1543 - Gentile Bellini 1429/1507 - Hans Memling 1430/1494 – Jan Van Eyck 1390/1441) mentre ritroviamo quelli persiani presumibilmente dell’area di Hamedan, dell’azerbaijan e di Isfahan nei dipinti “più recenti” (Johannes Vermeer 1632/1675 - Antoon Van Dyck 1599/1641 – Francesco Noletti detto il Maltese 1611/1654).

Lorenzo Lotto, Ritratto di coniugi 1524, Ermitage - San Pietroburgo

Hans Holbein il Giovane, Madonna di Darmstadt 1528, Johanniterkirche museum - Schwabisch Hall

Hans Memling, Fiori in una brocca (gul Memling) 1485, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza - Madrid

Jan Van Eyck, La Madonna del canonico Van der Paele 1436, Groeninge Museum - Bruges

Johannes Vermeer, Giovane donna con brocca d’acqua 1665, Metropolitan Museum of Art - New York

Antoon Van Dyck, I tre figli maggiori di Carlo I d'Inghilterra 1635, Galleria Sabauda - Torino

Francesco Noletti detto il Maltese, Cesto di frutta su tappeto 1650 .ca, Collezione privata

Il LABORATORIO : Ultimato il lavaggio, la sanificazione ed il restauro ricostruttivo di un tappeto Osbak. In particolare...
04/07/2026

Il LABORATORIO : Ultimato il lavaggio, la sanificazione ed il restauro ricostruttivo di un tappeto Osbak. In particolare si è trattato di ricostruire a regola d'arte trame ed orditi dell'angolo, effettuare la riannodatura e ricomposizione del vello mancante.

TRATTAZIONE : IL COLORE NEL TAPPETO ORIENTALEIl tappeto orientale è nato anticamente tra i popoli nomadi come semplice i...
06/06/2026

TRATTAZIONE : IL COLORE NEL TAPPETO ORIENTALE
Il tappeto orientale è nato anticamente tra i popoli nomadi come semplice intreccio di lane ricavate dalle loro greggi utile a separare e riscaldare l'ambiente domestico delle tende dalla fredda terra nuda. Nei secoli è divenuto fonte di ispirazione artistica per gli stessi popoli prima e per le manifatture di corte poi. Alla notevole evoluzione tecnico stilistica si sono aggiunti ben precisi contenuti decorativi e cromatici legati alle diverse culture e provenienze. In particolare, la tintura dei filati (dapprima attraverso coloranti naturali e poi sintetici) e quindi la scelta dei colori ed i relativi abbinamenti, veniva e viene stabilita dall’HOSTAD (“maestro” in farsi) che oltre al risultato estetico teneva in viva considerazione anche quello simbolico. Il colore rosso rappresentava gioia, vita ed abbondanza, il bianco era legato alla purezza e alla fortuna mentre il blu all’eleganza. Nelle attuali manifatture questo simbolismo non è più molto apprezzabile tranne per il colore verde che essendo legato alla sacralità ed alla sfera religiosa non viene comunemente utilizzato nella predominanza. I tappeti a fondo verde sono dunque poco presenti nel mercato.
Nell'immagine un Nain a fondo verde della nostra collezione.

RESTAURO CONSERVATIVO: Talvolta arriva in laboratorio un tappeto che pur essendo pregevole ed annodato a mano si present...
02/05/2026

RESTAURO CONSERVATIVO: Talvolta arriva in laboratorio un tappeto che pur essendo pregevole ed annodato a mano si presenta in condizioni tali da sconsigliare un completo restauro ricostruttivo. In tal caso per consentire al tappeto di proseguire la sua vita ed al cliente di usufruirne ancora per diversi anni consigliamo un restauro consevativo eliminando le parti danneggiate e ripristinando i bordi e le frange.
Nell’immagine un tappeto Pakistan prima e dopo il restauro.

30° ANNIVERSARIO : Tra Tappeti ed Orizzonti Persiani​   L’Inizio di Tutto​   Tanti sono gli anni passati da quando, appe...
04/04/2026

30° ANNIVERSARIO : Tra Tappeti ed Orizzonti Persiani

​ L’Inizio di Tutto
​ Tanti sono gli anni passati da quando, appena venticinquenne, ho iniziato questo bellissimo viaggio. In realtà, il seme era stato gettato ancora prima, tra i banchi di scuola. Ricordo nitidamente le parole di un compagno di classe: “Sai, ho un amico che viene da Roma e avrebbe bisogno di aiuto per allestire uno stand di tappeti...”. Non potevo sapere che quel momento, nato quasi per caso negli anni Ottanta tra fiere ed esposizioni in Piemonte, mi avrebbe cambiato la vita per sempre.

​ Il Debito di Gratitudine
​ Il mio ringraziamento più profondo va, prima di tutto, all’Iran e al suo popolo. Una nazione di immensa cultura, generosità ed empatia. Dagli iraniani ho imparato a guardare oltre la superficie, maturando la capacità di distinguere ciò che conta davvero da ciò a cui diamo, spesso, troppa importanza.

​ Il Primo Impatto: Tehran, 1998
​ Era il mese di giugno del 1998 quando, giovane ed entusiasta, mi ritrovai per la prima volta da solo, quasi spaesato, nel vecchio aeroporto Mehrabad di Tehran. Ricordo un arrivo quasi traumatico: un ambiente buio, l'aria densa di smog e il controllo serrato. Intorno a me, scene di un'intensità travolgente: donne in chador che piangevano di gioia riabbracciando i parenti e una folla di tassisti improvvisati ed insistenti che cercavo, quasi comicamente, di dissuadere offrendo loro qualche Tuman.
​ Nonostante l'impatto, non mi scoraggiai ed ebbi ragione: fu l'inizio di uno dei viaggi più formativi della mia vita. Da allora non ho mai smesso di tornare, vivendo ogni volta un’esperienza unica. Tehran, Esfahan, Shiraz, Yazd, Hamedan, Tabriz, Nain, Sanandaj, Qom, Kashan, Mashad, le catene montuose dello Zagros ad ovest ed i monti Alborz a nord, la costa del Mar Caspio ed altri innumerevoli luoghi e situazioni che porto sempre vivi in me.

​ Un Popolo Oltre la Storia
​ Negli anni ho visto un Paese crescere con fierezza, nonostante le enormi difficoltà politiche ed economiche. Ho ammirato un popolo orgoglioso delle proprie radici, come dimostra la partecipazione molto sentita ad antiche tradizioni tra cui quella legata al festeggiamento del capodanno secondo il rito Zoroastriano. Ho sempre pensato che, in fondo, il mondo abbia molto più da imparare dall’Iran che da insegnargli. Chi lo conosce davvero sa quale meraviglia si celi nella sua Musica, nella sua Poesia e nella sua Arte.

​ Un Presente Difficile, Una Speranza Certa
​ Oggi l'Iran attraversa momenti drammatici e, per me, quasi inimmaginabili. Fa male non poter sentire gli amici, saperli in pericolo e vedere quei luoghi tanto cari colpiti dalla violenza.
​ Ma la speranza è anche una certezza: torneremo presto a mangiare il chelo kabab e a fumare il Galiun nei giardini di Esfahan questa volta fieri della loro autodeterminazione.

Nelle immagini alcuni momenti di questi 30 anni.

Indirizzo

Via Cuneo, 22
Nichelino
10042

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 12:30
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Mercoledì 09:30 - 12:30
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Giovedì 09:30 - 12:30
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Venerdì 09:30 - 12:30
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Sabato 09:30 - 12:30
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Telefono

0119002013

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