10/09/2026
LA SCIENZA DIETRO IL DEGRADO.
A metà degli anni ’90, New York adottò una strategia basata sulla Broken Windows Theory: rimuovere graffiti, degrado e altri segnali di disordine per contrastare la diffusione di comportamenti criminali.
La teoria era diventata molto popolare e adottata in diverse città del mondo. Ma una domanda rimaneva aperta: funzionava davvero?
Come scrivono Keizer, Lindenberg e Steg nell’introduzione del loro studio del 2008, fino a quel momento non esistevano solide evidenze empiriche a sostegno della teoria e gli studi precedenti avevano prodotto risultati contrastanti. (Science Magazine)
Per questo decisero di fare qualcosa di diverso: sei esperimenti sul campo, in situazioni reali, per verificare se una violazione visibile di una norma potesse rendere più probabile la violazione di altre norme.
Uno degli esperimenti riguardava proprio i graffiti.
In un vicolo di Groningen, i ricercatori misero un volantino sui manubri delle biciclette. Con i muri puliti, il 33% delle persone lo abbandonò. Con gli stessi muri coperti di graffiti, la percentuale salì al 69%.
Non significa che “i graffiti causano criminalità”. Significa qualcosa di più preciso: in quelle condizioni sperimentali, osservare una violazione di una norma rese più probabile la violazione di un'altra.
È questo il fenomeno che lo studio chiama diffusione del disordine.
E da qui nasce una domanda che per XNOVO è particolarmente concreta: quanto conta intervenire prima che il degrado diventi la normalità?
Fonte: K. Keizer, S. Lindenberg, L. Steg, The Spreading of Disorder, Science, 2008, 322(5908), 1681–1685. DOI 10.1126/science.1161405.