Associazione StoriaViola

Associazione StoriaViola Associazione Storia Viola e.t.s. Pietro Egidio Re.

L’associazione nasce per riunire, far scendere di nuovo in campo e rinsaldare un rapporto di amicizia fra tutti coloro che hanno indossato, a vari livelli, la gloriosa maglia della Fiorentina. In precedenza tale impegno era stato svolto dall’associazione “Fiorentina Master” che aveva operato per oltre dieci anni con la presidenza onoraria di Enzo Robotti, indimenticato terzino viola e della nazionale degli anni ’60, e del presidente esecutivo Gen. Queste, ancora oggi, si concentrano soprattutto nel gratificante impegno solidaristico con la disputa di partite di beneficenza svolte, su invito, nell’ambito fiorentino ma anche provinciale, regionale e oltre.

LA FESTA DEL "SECCO"Sabato 3 ottobre 2027 l’Associazione Storia Viola ha organizzato una festa in onore di Claudio Merlo...
05/10/2026

LA FESTA DEL "SECCO"

Sabato 3 ottobre 2027 l’Associazione Storia Viola ha organizzato una festa in onore di Claudio Merlo, grande ex calciatore della Fiorentina negli anni sessanta e settanta.
La festa si è svolta per celebrare l’ottantesimo compleanno di Claudio, che in realtà “cadeva” il 7 luglio scorso; tuttavia, per vari motivi, l’evento è stato posticipato alla data sopra indicata.
Teatro della festa è stato il Centro Tecnico Federale di Coverciano, ove, nella sala ristorante, si è tenuto un pranzo durante il quale i molti ex compagni di squadra del festeggiato presenti hanno preso la parola per ricordare simpatici aneddoti del tempo che fu.
Per primi hanno parlato i Campioni d’Italia 1968-1969, e quindi, nell’ordine, Bandoni, Esposito, Cencetti, Chiarugi, Massimiliano Ferrante (figlio di Ugo Ferrante) e Gianluca Brizi (figlio di Giuseppe Brizi); poi, a seguire, i compagni di squadra di Claudio negli anni successivi, quali Boranga, Berni, Pellegrini, Piccinetti, Florio, Roggi, Guerini, Desolati, e Casarsa.
Graditissima è stata la presenza di Gino Salica, già Presidente della Fiorentina ed amico dell’Associazione, che non ha voluto mancare all’evento.
Al taglio della torta, si è levata al cielo la classica canzoncina di auguri per il festeggiato, al quale l’Associazione ha consegnato un bellissimo dono, espressione di tutta la carriera di Claudio.
La bella giornata si è conclusa con il commosso ringraziamento di Claudio, visibilmente emozionato, al quale l’Associazione Storia Viola ha promesso di organizzare in grande stile anche la festa dei novanta anni …….

DILUVIO Il 27 settembre 1981 era in programma la terza giornata del Campionato 1981-1982, che prevedeva la gara casaling...
27/09/2026

DILUVIO

Il 27 settembre 1981 era in programma la terza giornata del Campionato 1981-1982, che prevedeva la gara casalinga della Fiorentina contro l’Ascoli.
La squadra viola, assai rinnovata dopo il brillante mercato estivo che l’aveva proiettata nel ristretto “Olimpo” delle squadre favorite per la conquista dello scudetto, aveva iniziato il Campionato in modo tutt’altro che scoppiettante: infatti, dopo aver superato con fatica il Como nella prima giornata (1 - 0 il risultato finale, con gol di Casagrande nel secondo tempo), aveva impattato a reti bianche a San Siro contro il Milan, disputando una gara scialba e nella quale non dette mai l’impressione di voler fare sua l’intera posta.
La gara contro l’Ascoli, dunque, capitava proprio “a fagiolo” per dimostrare a tutti che le rosee previsioni estive circa la forza della squadra non erano affatto infondate.
Ma la partita Fiorentina - Ascoli durò soltanto sei minuti.
Un violento acquazzone (oggi si sarebbe parlato di una “bomba d’acqua, espressione sconosciuta all’epoca dei fatti, ma la sostanza è comunque la stessa) si abbatté su Firenze nel primo pomeriggio, proprio in concomitanza con l’inizio della gara, e rese totalmente impraticabile il terreno di gioco, ridotto ad un vero e proprio acquitrino, ove in pallone non rimbalzava e non poteva essere giocato a terra.
Impossibile, dunque, continuare in quelle condizioni, e l’arbitro fu costretto dunque a sospendere l’incontro.
Fu quella l’unica volta, in cento anni di storia, che a Firenze venne sospesa una partita per assoluta impraticabilità del campo di gioco.
Purtroppo la cosa non portò fortuna alla squadra viola.
La gara, infatti, venne recuperata dopo un mese, il mercoledì 28 ottobre 1981, e fu una partita maledetta per la Fiorentina, che non riuscì ad andare oltre lo 0 - 0, con molte recriminazioni per la mancata vittoria, da imputarsi sia alle grandi parate del portiere ascolano Brini, sia ad un calcio di rigore sbagliato da Antognoni, sia - soprattutto - ad un clamoroso errore dell’arbitro Benedetti, che, nel secondo tempo, non concesse alla squadra viola un validissimo gol di Ciccio Graziani, il cui colpo di testa colpì la parte interna della traversa e rimbalzo ben al di là della linea di porta.
Un gol evidente, dunque, che tuttavia venne negato dal suddetto arbitro, che privò la Fiorentina di una vittoria sacrosanta, e che, a conti fatti, le tolse, nella classifica generale, quel “punticino” che sarebbe poi stato fondamentale nell’assegnazione dello scudetto.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

L'Associazione Storia Viola piange la scomparsa di SERGIO CARPANESI, Campione d'Italia 1955-1956 e da sempre Amico della...
21/09/2026

L'Associazione Storia Viola piange la scomparsa di SERGIO CARPANESI, Campione d'Italia 1955-1956 e da sempre Amico della nostra Associazione. Ciao Sergio, sarai sempre nei nostri cuori.

CINQUINAIl 18 settembre 1966 la Fiorentina ospitò la Lazio in una gara valida per la prima giornata del Campionato 1966-...
18/09/2026

CINQUINA

Il 18 settembre 1966 la Fiorentina ospitò la Lazio in una gara valida per la prima giornata del Campionato 1966-1967; curiosamente la squadra romana, che il 22 maggio 1966 aveva disputato a Firenze l'ultimo incontro del Campionato 1965-1966, inaugurò la serie delle partite casalinghe della Viola nel Campionato successivo.
Nella squadra biancoceleste militavano tre calciatori che negli anni precedenti avevano indossato la maglia della Fiorentina: Castelletti, Marchesi (due autentiche bandiere) e Morrone.
La Viola si presentò in formazione rimaneggiata in difesa per le assenze di Pirovano e di Brizi, sostituiti, rispettivamente, da Diomedi e da Lenzi.
Nel primo tempo le due squadre si affrontarono a viso aperto.
Al diciassettesimo minuto venne annullato un gol realizzato dall'ala destra laziale Bagatti per una dubbia posizione di fuorigioco di un attaccante biancoceleste, poi, al trentaquattresimo minuto, la Fiorentina gettò alle ortiche la più facile delle occasioni sprecando malamente con Bertini un calcio di rigore concesso dall'arbitro Gussoni per un fallo commesso da Dotti sul terzino gigliato Diomedi.
Proprio in occasione dell'azione che causò il calcio di rigore, Diomedi si infortunò seriamente, e, nella seconda frazione di gioco, si ripresentò eroicamente in campo, occupando una posizione avanzata, ma essendo praticamente inutilizzabile (ricordiamo che all'epoca dei fatti non erano previste le sostituzioni), e venendo sostituito da De Sisti nell'inedito (per lui) ruolo di terzino sinistro.
Quindi, la squadra viola si presentò in campo nel secondo tempo in sostanziale inferiorità numerica.
Gara in salita? Neanche per sogno.
A questo punto entrò in scena un autentico fuoriclasse, il capitano della Fiorentina Kurt Hamrin, che prese per mano la squadra gigliata e la condusse al trionfo.
Prima l'asso svedese portò in vantaggio la Viola al cinquantottesimo minuto sfruttando un cross di Bertini ed anticipando il suo diretto avversario ed ex compagno di squadra Castelletti, poi lo stesso attaccante gigliato, dopo quattro minuti, raddoppiò girando in rete un cross di Chiarugi.
La Lazio accorciò le distanze al sessantaseiesimo minuto con un gol di Mari, ma dopo dieci minuti Chiarugi trafisse il portiere laziale Cei con un preciso diagonale dal limite dell'area, così segnando il suo primo gol in Serie A e portando la Fiorentina sul 3 - 1.
Passarono quattro minuti ed Hamrin (ancora lui) approfittò di una "svirgolata" di Castelletti per siglare il gol del 4 - 1, che valse il suo personale "tris".
La partita terminò poi con il gol di Brugnera, che allo scadere fissò il punteggio finale sul 5 - 1 per la Viola, e, soprattutto, con il sincero e leale abbraccio di Kurt Hamrin finalizzato a consolare il suo vecchio compagno di squadra Sergio Castelletti, quel giorno veramente in balia del bomber svedese; un gesto, anche quello, degno di un grande campione.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

LA DOPPIETTA DI POMODORO Il 27 agosto 1995 si disputò la prima giornata del Campionato 1995-1996, che prevedeva - per la...
27/08/2026

LA DOPPIETTA DI POMODORO

Il 27 agosto 1995 si disputò la prima giornata del Campionato 1995-1996, che prevedeva - per la Fiorentina - la gara casalinga contro il Torino.
L’allenatore Claudio Ranieri, per il terzo anno consecutivo alla guida della Viola, mandò in campo la seguente formazione: Toldo, Carnasciali, Malusci, Serena, Alessandro Orlando, Piacentini, Bigica, Rui Costa, Schwarz, Batistuta, Robbiati.
La partita venne disputata in una assolata e calda giornata estiva, dinanzi ad una buona cornice di pubblico, curioso di vedere all’opera i nuovi acquisti della Fiorentina.
Il primo tempo fu deludente, con la Viola che non riusciva a dettare i ritmi del gioco, e che - contro ogni previsione - rischiò in un paio di occasioni di subire il gol dalla squadra granata, sicuramente da preferirsi sul piano qualitativo.
Nella ripresa Ranieri mischiò le carte, mandò in campo Massimo Orlando al posto dell’omonimo Alessandro e sostituì Robbiati con il giovane attaccante Giacomo Banchelli, un prodotto del settore giovanile della Fiorentina, che peraltro aveva già fatto il suo esordio in Serie A con la maglia viola cinque anni prima, quando non aveva nemmeno compiuto diciassette anni.
Grazie a queste due sostituzioni l’inerzia della gara cambiò decisamente: la freschezza e la fantasia di Massimo Orlando misero più volte in difficoltà la difesa del Toro, e dopo soltanto undici minuti dalla ripresa del gioco l’altro nuovo entrato Banchelli portò in vantaggio la Fiorentina sfruttando un pregevole “assist” di Batistuta, che gli consentì di presentarsi da solo davanti al portiere granata Biato.
Poi, dopo soli quattro minuti, lo stesso Banchelli raccolse di testa un cross di Rui Costa e siglò la sua personale doppietta, che valse il gol del 2 - 0 per la Viola; risultato con il quale si concluse la gara, e che consentì alla Fiorentina di ottenere la prima vittoria in Campionato.
Enorme e comprensibile fu la gioia di Giacomo Banchelli, un ragazzo di Montelupo Fiorentino, detto affettuosamente “Pomodoro” a causa del suo carattere timido, che lo portava sovente ad arrossire in volto.
Quell’anno Pomodoro, “chiuso” in attacco dal mostro sacro Batistuta, nonché da Baiano e da Robbiati, riuscì comunque a mettere insieme sedici presenze ed a realizzare quattro gol.
A fine stagione Pomodoro venne ceduto al Cagliari, e da lì iniziò la sua onestissima carriera di “giramondo” del pallone, che lo portò a giocare, negli anni successivi, nella Reggiana, nell’Atalanta, nella Pistoiese, nell’Empoli, nella Carrarese, nel Taranto, e poi in squadre di categoria inferiore.
Ovunque sia stato, Pomodoro si è sempre distinto per educazione, impegno e serietà, oltre che per i gol, che, seppure non in quantità industriale, ha sempre realizzato.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

VIOLA IN MUSICA............Esistono molte canzoni dedicate espressamente alla Fiorentina. Quella più nota è certamente l...
24/07/2026

VIOLA IN MUSICA............
Esistono molte canzoni dedicate espressamente alla Fiorentina.
Quella più nota è certamente la "Canzone Viola", che è l'inno ufficiale della Fiorentina, e che, salvo qualche parentesi temporale, sin dagli anni sessanta ha accompagnato l'ingresso in campo delle due squadre nelle partite casalinghe della Viola.
Tale inno venne scritto nel 1931 da Enzo Marcacci, la musica fu composta dal Maestro Marco Vinici, e venne cantato dai tifosi viola, per la prima volta, il 22 novembre 1931, in occasione della gara interna che la Fiorentina giocò contro la Roma; fu un bel debutto, visto che la Viola superò i giallorossi per 3-1.
La definitiva consacrazione della "Canzone Viola" avvenne negli anni cinquanta grazie alla strepitosa interpretazione di Narciso Parigi.
Poi, negli anni sessanta, la "Canzone Viola" venne diffusa attraverso la produzione di un "45 giri"; il pezzo musicale era preceduto da una breve introduzione del Presidente della Fiorentina Nello Baglini, che invitava i tifosi gigliati "A sostenere la nostra squadra, nei momenti favorevoli o no, per condurla a sempre maggiori successi".
L'inno è molto coinvolgente, sia per quanto concerne il testo che per quanto concerne il tono musicale, ed è "da brividi" nella parte in cui contiene l'orgogliosa ammonizione rivolta alla squadra: "Nell'ora di sconforto e di vittoria - Ricorda che del calcio è tua la storia!".
Un'altra canzone dedicata alla Viola è "Alé Alé Fiorentina", anch'essa cantata dal grande Narciso Parigi, che era inserita sul retro della "Canzone Viola" nel "45 giri" summenzionato.
Non ebbe molta fortuna, nonostante la sua buona musicalità e le belle parole d'amore rivolte alla squadra, che veniva definita "La più grande, la più bella, la più cara ad ogni cuor".
Ancora meno fortunata fu una canzone del 1964, sempre interpretata da Narciso Parigi, che si intitolava "I magnifici undici", e che si concludeva con una vera e propria dichiarazione di amore: "O Fiorentina - Squadra del mio cuor!".
Risuonò una sola volta allo Stadio, e, precisamente, il 25 aprile 1964, in occasione della partita che la Viola disputò contro la capolista Inter. Non portò fortuna: la Fiorentina venne sconfitta per 3-1, e quel pezzo musicale non venne mai più riproposto nelle successive gare interne della squadra viola.
Sul retro di quel "45 giri", detto per inciso, si trovava una canzone ironica, sempre interpretata da Narciso Parigi, sconosciuta ai più, e che con il calcio non aveva niente a che fare: "La colpa l'è dell'Arno".
Saltiamo adesso al 1981, quando venne inciso il disco (sempre un "45 giri") "Forza Viola", una canzone interpretata da Marileno Querci.
La suddetta canzone - come esplicitato nella copertina del disco - si proponeva l'ambizioso obiettivo di diventare "Il nuovo inno dei tifosi viola" ed ebbe una discreta diffusione, anche per le coinvolgenti parole che essa conteneva, con le quali si incitava la squadra ("Fiorentina, Fiorentina - Dai con forza, spingi a fondo, non fermarti più - Fiorentina Fiorentina - Tu sei il meglio della gioventù"), e con le quali si scandiva in forma ritmica lo "slogan-ritornello": "Forza Viola - La squadra che fa scuola - Vinci a dispetto - Si vuole lo scudetto".
La canzone fu adottata quale sigla della trasmissione televisiva "Calcio di Rigore", che veniva diffusa il lunedì sera su "RTV 38", e che aveva come protagonista un giovane Mario Ciuffi.
Nonostante il suo intento, tuttavia, quel pezzo musicale non raggiunse l'obiettivo di soppiantare la "Canzone Viola" di Narciso Parigi, alla quale i tifosi gigliati rimasero profondamente affezionati.
Altra canzone dell'epoca fu "Viola", anch'essa assunta quale sigla di una trasmissione televisiva, "Fuorigioco", che veniva diffusa la domenica sera dall'emittente "Telelibera Firenze", e che era condotta da Giordano Goggioli e da Massimo Sandrelli. Non ebbe un gran successo, nonostante uno spigliato ritmo musicale e grandi auspici per il futuro della squadra, alla quale si diceva che "Una gran festa faremo noi - Per lo scudetto che vincerai" e che "Tutta Firenze è pazza per te - Pazza d'amore".
Nella primavera 1980 la Fiorentina venne acquistata dalla famiglia Pontello, che impresse una svolta decisamente imprenditoriale alla gestione della società. Alcune decisioni furono veramente impopolari: ricordiamo, a titolo esemplificativo, quella relativa alla creazione di un giglio "stilizzato", che ebbe addirittura uno strascico giudiziario, nonché quella di creare un inno ufficiale che mandasse in soffitta la storica "Canzone Viola".
Tale nuovo inno, musicalmente molto ritmico, fece il suo esordio nella stagione 1981-1982, e venne intonato dagli altoparlanti dello stadio fiorentino per tutti i successivi nove anni al momento dell'ingresso in campo delle due squadre.
Nonostante alcune espressioni coinvolgenti, quali "Alè Fiorentina - Dacci dentro che non sei sola - Sotto i nostri giubbotti lo sai - Batte un cuore viola", il nuovo inno ufficiale della Fiorentina non fece mai breccia nel cuore dei tifosi viola, e venne definitivamente accantonato a decorrere dalla stagione 1990-1991, allorché il nuovo Presidente Mario Cecchi-Gori, con massima soddisfazione della tifoseria, decise di ripristinare il vecchio ed amato inno storico "Canzone Viola" (nonché il tradizionale giglio).
C'è però da aggiungere che - nel corso degli anni - anche la famiglia Pontello si accorse che il nuovo inno ufficiale imposto nel 1981 non aveva riscosso alcun successo nel popolo viola, e quindi provò a creare un nuovo inno ufficiale, coinvolgendo per tale scopo Aldo Caponi, in arte "Don Backy", noto tifoso della Fiorentina, che venne incaricato, per l'appunto, di scrivere (e di cantare) il nuovo inno.
La canzone, dal titolo "Viola d'amore", venne in effetti realizzata, ma non ebbe successo, anche a causa di un tono musicale melodico e quindi poco adatto ad essere intonato in uno stadio; ma, c'è da sottolineare, ad onor del vero, che il testo era veramente bello e sicuramente all'altezza del grande Don Backy.
A fine anni ottanta spuntò una curiosa canzone dal titolo "Non è un miraggio (Roberto Baggio)", che consisteva, in realtà, in un "reggae" con il quale si elencavano i maggiori problemi della città; e dopo avere evidenziato ogni problema, seguiva il ritornello "Non è un miraggio - Non è un miraggio - Roberto Baggio". E concludeva chiedendosi "Cosa sarebbe Firenze senza Roberto Baggio".
Una canzone ironica, carina, originale, e di buon ascolto, ma che ebbe una diffusione assai limitata.
Nell'inverno 1982, con la Fiorentina in piena corsa per la conquista dello scudetto, uscì il primo "33 giri" interamente dedicato alla squadra gigliata, il cui autore era il fiorentinissimo Riccardo Marasco, ed il cui titolo era emblematico: "Alé Viola".
Il suddetto disco presentava otto canzoni, tutte di piacevole ascolto, sia per quanto concerne il testo (spesso in chiave ironica e burlesca), sia per quanto riguarda la musica.
Fra i singoli "pezzi" meritano una particolare citazione "Piglia la palla", nella quale si afferma che "Due cose sole fermano i Viola - Arbitro becco e sorte bu'haiola", "Violananna", la storia di una bambina che, ammalata, resta sola nel suo lettino con un gatto bianco e nero, il quale però si affretta a specificare che "Se il pelo ha quel colore - Nel mio petto viola è il cuore", "Ultrà tango", la storia di Agatino, un "ultras" viola scatenato, agitatissimo, e sempre al di sopra delle righe, riconoscendosi però che "Se s'ha da dire proprio il vero - L'amore pei Viola gli è sincero"; ed i "Violacci", dove si dice che "Gli è inutile tu mescoli le carte - "Se del pallone vuoi imparare l'arte - Vien via vieni quaggiù a Campo di Marte".
L'anno successivo, poi, uscì un altro "33 giri" dal titolo "laFiorentina", nel quale venivano proposte canzoni già esistenti insieme ad altre di nuova edizione, fra le quali "Sud Tirolo Viola Club", nella quale, sulla tonalità musicale tipica altoatesina, si canta "Alé alé Viola", e si evidenzia che "Il portiere di quegli altri contro i nostri Nembo Kid - E' di già in tilt - La rete già si scuote e lui è sempre in posa - Giù reti a iosa - E per veder la palla egli aspetta la moviola - Alé alé Viola".
Altro gustoso pezzo presente nel "33 giri" in oggetto è "Due tifosi allo Stadio", un dialogo tutto in chiave ironica ed in purissimo vernacolo fiorentino fra il Presidente di un Viola Club ed un tifoso, soprannominato "Trespolo", una "macchietta" che intecca continuamente e che strappa sempre il sorriso all'ascoltatore.
Il disco contiene anche l'inno della Rondinella, ove viene scandito in forma ritmica lo slogan: " La Rondine, la Rondine - E' forte e vincerà", con i tifosi che le giurano eterno amore, dicendole "Non ti lasceremo mai - Rondinella dai!....".
Seppure non direttamente dedicato alla Fiorentina, poi, non si può tacere sul pezzo cantato da Pupo, noto tifoso viola, "Firenze Santa Maria Novella" del 1980; una bella canzone, un inno a Firenze ed alla sua stazione ferroviaria, che ospita "I primi pendolari la mattina", che fanno "La colazione con i bomboloni - E guai a chi parla male di Antognoni".
Tante canzoni che esprimono amore per la squadra gigliata.
Ma la canzone più bella e più coinvolgente resta sempre la "Canzone Viola", cantata dalla bellissima ed inimitabile voce di Narciso Parigi.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

AUGURI "SECCO"!Oggi compie 80 (ottanta) anni Claudio Merlo, detto "Secco", centrocampista della Fiorentina del secondo s...
07/07/2026

AUGURI "SECCO"!
Oggi compie 80 (ottanta) anni Claudio Merlo, detto "Secco", centrocampista della Fiorentina del secondo scudetto, ed uno dei più forti centrocampisti viola di sempre.
Claudio Merlo, romano del rione di Torpignattara, arrivò alla Fiorentina giovanissimo, all'età di diciassette anni, dalla squadra della Tevere Roma, nella quale si era messo in evidenza per la sua classe cristallina; la Viola arrivò prima di tutte le altre squadre che lo avevano notato, e se ne assicurò il cartellino.
A Firenze Claudio venne inserito nella squadra "Primavera", e si distinse subito come uno dei migliori talenti del fertile settore giovanile della Fiorentina.
La sua "esplosione" si ebbe nella stagione 1965-1966.
Dopo qualche apparizione in prima squadra nelle partite amichevoli pre-campionato, nel mese di ottobre, su richiesta della Nazionale italiana allenata da Edmondo Fabbri, che si trovava in ritiro a Coverciano in vista della partita casalinga contro la Polonia, valida per la qualificazione al Campionato Mondiale del 1966, la Viola inviò alcuni giovani che avrebbero dovuto fungere da "sparring partner" in una gara di allenamento contro la squadra azzurra; Claudio era fra questi, e, nel corso della partita, incantò i presenti per il modo con cui sapeva stare in campo e per il finissimo tocco di palla; si disse anche che qualcuno dei presenti, osservando la partita dalla terrazza di Coverciano (non vicinissima al campo di gioco), lo avesse "scambiato" per Rivera.......
Poco dopo ci fu l'esordio in Serie A.
Il 12 dicembre 1965, una Fiorentina in piena emergenza, priva degli infortunati Pirovano, Maschio, Morrone e Brugnera, era chiamata ad affrontare in trasferta la grande Inter di Helenio Herrera.
Beppe Chiappella, allenatore della Viola, non stette a pensarci sopra, e decise di lanciare nella mischia il ragazzino Claudio Merlo, che così debuttò in Serie A a San Siro, la "Scala" del calcio italiano, al cospetto di campionissimi affermati quali Burgnich, Facchetti, Picchi, Jair, Mazzola, Domenghini, e Corso.
Il "Secco" superò a pieni voti la difficilissima prova cui era stato chiamato, risultando, secondo l'unanime giudizio della critica, il migliore in campo; segno indiscutibile che aveva le stimmate del campione. L'inviato radiofonico da San Siro, nel corso della trasmissione "Musica e Sport", che all'epoca dei fatti veniva irradiata subito dopo la ben nota trasmissione "Tutto il calcio minuto per minuto", così commentò la prova del diciannovenne virgulto viola: "Oggi nella Fiorentina ha esordito un giovane ragazzo; si chiama Merlo, ed è stato senza ombra di dubbio il migliore in campo. Quindi possiamo veramente dire "Bravo Merlo" senza quel tono ironico con il quale si è soliti pronunciare questa espressione".
Da quel giorno Claudio non uscì più di squadra, e Beppe Chiappella "trasformò" Mario Bertini in mediano di spinta (intuizione felicissima), cosicché andò a costituirsi un fortissimo "trio" di centrocampo formato da Bertini, Merlo e De Sisti.
Il prosieguo della stagione 1965-1966 fu, per Claudio, un "crescendo" continuo: non solo egli confermò le eccezionali qualità che aveva già mostrato in occasione del suo esordio a San Siro, ma fu anche tra i protagonisti assoluti della prima storica vittoria viola nel Torneo giovanile di Viareggio, della vittoria in Mitropa Cup, e della vittoria in Coppa Italia (torneo vinto sconfiggendo il Catanzaro nella finale disputata a Roma il 19 maggio 1966, dopo aver eliminato l'Inter nella gara di semifinale disputatasi a Firenze il 9 febbraio 1966, nel corso della quale Claudio sovrastò il grandissimo Luisito Suarez).
Nelle successive stagioni 1966-1967 e 1967-1968, il "Secco" continuò ad esprimersi ad alti livelli, diventando un "perno" insostituibile del centrocampo viola ed un titolare inamovibile della Nazionale italiana "Under 23".
Superlativo fu il suo rendimento nel Campionato 1968-1969, quello dello scudetto, del quale Claudio fu uno dei principali artefici, e che gli valse la convocazione nella Nazionale dei moschettieri, con la quale disputò - in coppia con Picchio De Sisti - la partita contro il Messico che si giocò a Città del Messico il 5 gennaio 1969.
Restò quella l'unica presenza del "Secco" nella Nazionale maggiore. Certo, in quel periodo la concorrenza nel ruolo era fortissima, essendo presenti sul palcoscenico italiano fior di campioni quali Mazzola, Rivera, De Sisti, Juliano, Bulgarelli, Corso; ma se Claudio avesse indossato una maglia diversa da quella viola, e magari una maglia "a strisce" verticali, forse la storia sarebbe stata diversa.......
Anche negli anni successivi Claudio si espresse ad alti livelli, confermandosi uno dei punti di forza del centrocampo viola.
Il miglior Campionato disputato dal "Secco" fu forse quello dell'anno 1973-1974, nel quale, responsabilizzato al cento per cento dal nuovo allenatore Gigi Radice, disputò un girone d'andata da favola, che gli valse, ad unanime giudizio della stampa sportiva nazionale, il riconoscimento quale migliore calciatore del Campionato.
Nel frattempo, dopo il trasferimento di Picchio De Sisti alla Roma, Claudio diventò il capitano della Fiorentina, e guidò la "nidiata" di giovani campioni, all'epoca ventenni, quali Antognoni, Roggi, Caso, Rosi, Guerini, e Desolati, che avrebbero sicuramente costituito l'ossatura di una grande squadra negli anni futuri se la sfortuna non lo avesse impedito.
Il "Secco" guidò la Viola, da capitano, nelle vittorie della Coppa Italia e della Coppa di Lega italo-inglese ottenute nel 1975, sempre offrendo prestazioni di alta qualità, e fungendo da "chioccia" per i giovani virgulti viola.
Nell'estate del 1976, all'età di trenta anni, su espressa richiesta del suo vecchio maestro Beppe Chiappella, all'epoca allenatore dell'Inter, Claudio fu trasferito alla squadra nerazzurra per una cifra altissima che l'Inter pagò alla Fiorentina. E fu proprio durante la sua esperienza milanese che accadde un episodio da ricordare.
Il 7 maggio 1978 si giocava l'ultima partita del Campionato 1977-1978, un torneo veramente disgraziato per la Fiorentina, che era invischiatissima nella lotta per non retrocedere.
Il calendario proponeva le partite Inter-Foggia e Fiorentina-Genoa; e la Fiorentina si giocava la salvezza proprio contro il Genoa ed il Foggia, tutte nei bassifondi della classifica.
Al termine del primo tempo si registravano due pareggi: Inter-Foggia 1-1, Fiorentina-Genoa 0-0.
Questi risultati avrebbero condannato la Viola all'inferno della Serie B; per la salvezza occorreva la vittoria della Fiorentina sul Genoa, oppure, in alternativa, permanendo il risultato di parità tra Fiorentina e Genoa, una vittoria dell'Inter sul Foggia.
Nello spogliatoio di San Siro, fra il primo ed il secondo tempo, Claudio esortò i compagni di squadra al massimo impegno per conseguire la vittoria dell'Inter, nonostante il risultato finale fosse del tutto insignificante ai fini della classifica per la squadra nerazzurra, al solo scopo di consentire la salvezza della Fiorentina..... E così fu, perché la Viola non riuscì a superare il Genoa, mentre l'Inter batté il Foggia, grazie ad un gol di Scanziani a quattordici minuti dalla fine, e - diciamo noi - anche e soprattutto grazie a quell'atteggiamento di Claudio, sempre innamorato della Fiorentina pur vestendo una maglia diversa da quella viola.....
E noi tutt'oggi lo ringraziamo.
Il "Secco" concluse poi la sua brillante carriera a Lecce, in Serie B, dove giocò quattro anni, dal 1978 al 1982, interpretando il ruolo di regista classico alla "De Sisti".
Centrocampista dotato di tecnica individuale eccelsa e di grande personalità, in possesso di una classe purissima, ed insuperabile nei passaggi smarcanti (oggi li chiamano "assists"), Claudio, pur non essendo dotato di un fisico da gladiatore, ma che non gli impediva comunque, all'occorrenza, di difendere duramente e con grande cattiveria agonistica, è senza dubbio uno dei calciatori più significativi della storia della Fiorentina, con la quale ha disputato undici Campionati di Serie A, giocando 257 partite e segnando 19 gol.
Terminata la carriera di calciatore, Claudio ha intrapreso quella di allenatore, e si è poi dedicato esclusivamente ai giovani, allenando anche le squadre giovanili della Viola, e facendo, in definitiva, ciò che gli è più congeniale: insegnare calcio.
E' rimasto legato a Firenze: vive a Vicchio ed è ancora innamorato della Fiorentina. Ed è - naturalmente - una "colonna" dell'Associazione Storia Viola, ai cui raduni è sempre in prima fila.
Auguri "Secco", grande campione e grande cuore viola, buon compleanno!

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

Presso lo stadio di San Piero a Sieve si è tenuto il quarto evento sul centenario della Fiorentina organizzato dall’asso...
01/07/2026

Presso lo stadio di San Piero a Sieve si è tenuto il quarto evento sul centenario della Fiorentina organizzato dall’associazione “Storia Viola”. Un ringraziamento particolare a Roberto Ripa, col quale sono stati ripercorsi gli anni della “rinascita” dopo il fallimento del 2002

Pillole di “centenario”
25/06/2026

Pillole di “centenario”

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello di martedì 30 Giugno 2026 presso l...
25/06/2026

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello di martedì 30 Giugno 2026 presso lo stadio di San Piero a Sieve organizzato dall’Associazione “Storia Viola”, col patrocinio del Comune di Scarperia e San Piero e in collaborazione con la Polisportiva San Piero a Sieve, la Pro Loco di Scarperia e il Circolo MCL di San Piero a Sieve.
Sarà il quarto ed ultimo appuntamento della serie di 4 eventi in cui sono stati ripercorsi i 100 anni della Fiorentina.
La serata inizierà alle ore 21 e sarà preceduta da un apericena a scopo benefico alle ore 19:30.
Saranno presenti ex giocatori viola e personaggi dell’ultimo quarto di storia della Fiorentina.
Info e prenotazioni apericena: 339 5353451 e 347 7609692

Indirizzo

Via Filippo Corridoni, 64/a
Florence
50134

Telefono

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