01/07/2026
Per anni il settore del cleaning professionale ha affrontato una contraddizione evidente.
Da una parte cresce la complessità degli ambienti da gestire: ospedali, RSA, industrie alimentari, strutture pubbliche, ambienti ad alto rischio biologico, normativo e organizzativo. Dall'altra cresce l’esigenza di una figura professionale realmente preparata per governare questi processi.
Non un semplice responsabile operativo ma un manager. Una figura capace di comprendere gli aspetti igienico-sanitari, organizzativi, economici, normativi e relazionali che oggi determinano la qualità e l'efficacia di un servizio di igiene e sanificazione.
La cosa interessante è che questa consapevolezza non arriva da un singolo soggetto. Arriva dalla filiera. Comark Italia, Consorzio Soligena e Falpi, realtà che rappresentano rispettivamente distribuzione e industria, hanno condiviso una riflessione semplice ma fondamentale: il futuro del settore passa dalla crescita delle competenze.
Non è una questione commerciale. È un atto di responsabilità verso il mercato e la società. Verso le imprese di servizi, i committenti, la sanità. Verso tutti coloro che ogni giorno affidano la propria sicurezza e la propria reputazione a processi di igiene e sanificazione sempre più complessi.
Da questa convergenza è nata l'idea di costruire qualcosa che andasse oltre le logiche tradizionali e oltre la normale dialettica tra industria e distribuzione. Un'alleanza strategica fondata su una visione comune. Università di Genova, attraverso il DISSAL – Dipartimento di Scienze della Salute, ha raccolto questa sfida sviluppando un percorso formativo avanzato di 400 ore dedicato alla formazione del Manager dei Processi di Igiene e Sanificazione.
Un percorso che unisce competenze scientifiche, organizzative, gestionali e operative e che si avvale anche di una sala di simulazione immersiva unica nel suo genere, nella quale i partecipanti potranno confrontarsi con scenari realistici e criticità concrete. Perché il settore non ha bisogno soltanto di più formazione. Ha bisogno di una formazione diversa, rigorosa e più vicina alla realtà. Quando università, industria e distribuzione smettono di ragionare come soggetti separati e iniziano a costruire insieme, accade qualcosa di importante. Si gettano le basi per una nuova cultura professionale. E forse è proprio questa la vera innovazione di questo progetto. Non il corso in sé. Ma il fatto che una filiera abbia deciso di assumersi la responsabilità di costruire il proprio futuro.