Tappeti Persiani Nazad Omer

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Una rarità mondiale, in mostra i tappeti del Catai di Marco PoloSono 40 pezzi estratti dalla più importante collezione p...
30/05/2026

Una rarità mondiale, in mostra i tappeti del Catai di Marco Polo
Sono 40 pezzi estratti dalla più importante collezione privata, a livello mondiale, quella raccolta dall'imprenditore bresciano Romain Zaleski, ed esposti a cura della Fondazione Tassara, a Brescia. “Le trame del Dragone. Tappeti cinesi delle Dinastie imperiali” accompagnano a riscoprire i tesori descritti nel Milione
I tappeti descritti da Marco Polo nei palazzi imperiali del Catai, il nome che il Veneziano aveva dato alla Cina, si possono ora quasi toccare con mano, con un salto di 700 anni, nella mostra che la Fondazione Tassara propone a Brescia, fino al 6 luglio, con il titolo accattivante “Le trame del Dragone. Tappeti cinesi delle Dinastie imperiali”. Sono esposti 40 esemplari tessuti a partire dal XVI secolo sino al XIX che hanno accompagnato le diverse dinastie imperiali succedutesi nel Regno di Mezzo.
Si tratta di un gruppo di esemplari estratto tra i 1330 capolavori datati dal XV al XIX secolo, raggruppati nel Mita (Museo Internazionale tappeto antico) che costituiscono la collezione Zaleski, la più completa e importante collezione privata di tappeti di altre epoche.
«Il gruppo di tappeti della Cina costituisce una rarità mondiale, i 40 pezzi comprendono tappeti della Cina centrale, Xinjiang e poi Kansu, Ningxia e pochi rarissimi Ming», ha spiegato Giovanni Valagussa, docente di Museologia all’Università Cattolica di Brescia e Storia dell’Arte medioevale moderna al nuovo corso di Laurea in Restauro presso MIND a Milano, che ha curato la rassegna bresciana.
«Questa selezione racconta la specificità di ciascuna area e che dalle regioni dell’Asia Centrale, l’antico Turkestan orientale con i deserti punteggiati da oasi che sono città antiche come Khotan fino alle regioni di produzioni più propriamente cinesi che hanno i loro centri nelle due capitali della dinastia Ming e Qing, Nanchino capitale del sud e Pechino capitale del nord».
La storia sembra avere origini ben più antiche perché una parte dei soggetti rappresentati nei tappeti esposti è a sfondo religioso. Infatti la simbologia presente, derivata dal buddismo, risale alla diffusione della religione stessa in Cina attorno al 460 a.c., proveniente dall’India e Kashgar, Kucha e Turfan erano i luoghi dove il buddismo si era radicato inizialmente competendo con l’insorgente confucianesimo.
Ma non solo: nell’antica città di Hami, uno degli snodi principali della Via della seta, provincia di Tangut, nella regione di Ningxia, oggi come allora ricca di vigneti ed eccellenza dell’enologia cinese, si dice che dopo il creatore Pangu da cui ebbero origine gli esseri umani, (la tradizione vuole la nascita dell’homo sapiens) era nata una delle prime dinastie, la Xia a partire dal 2205 a.c. e dal quel momento nasce la storiografia cinese negli alvei del Fiume Giallo, culla di civiltà.
In particolare nei tappeti esposti provenienti dall’area di Kasghar si possono notare le trame della simbologia buddista perpetuata successivamente e fatta propria dalle grandi dinastie cinesi che l’avevano poi arricchita con soggetti imperiali sia nel disegno che nel colore. La conferma viene dagli estesi tappeti imperiali con disegni geometrici essenziali ed una prevalenza di colori del giallo e del blu con simbologie animali propiziatorie di buon auspicio.

La Fondazione Tassara, fondata nel 2008 è un punto di riferimento territoriale per lo sviluppo, nell’ambito culturale, dell’educazione, dell’istruzione e della formazione. L’intuizione nasce da Romain Zaleski, imprenditore franco italiano il quale ha consolidato il proprio controllo finanziario della Metalcam di Breno, in Val Camonica, azienda costituita nel 1907 e specializzata in forgiati di acciaio di alta qualità con un prodotto destinato soprattutto al settore navale e petrolchimico.

Tris d'assi. Pomeriggio al Museodal 30 ottobre 2024Museo Internazionale Tappeto AnticoCos'è?Mercoledì 30 ottobre, alle 1...
28/10/2024

Tris d'assi. Pomeriggio al Museo
dal 30 ottobre 2024
Museo Internazionale Tappeto Antico

Cos'è?
Mercoledì 30 ottobre, alle 15 con ritrovo al museo, è in programma secondo appuntamento con "Tris d'assi. Un pomeriggio al museo", escursioni in tre musei della città e occasione di socializzazione e di approfondimenti di luoghi d’interesse culturale e artistico organizzati da Punto Comunità Don Bosco e l’Associazione Culturale Amici di Bottonaga.
La seconda escursione si svolgerò al MITA (Museo Internazionale del Tappeto Antico), in via Privata De Vitalis 2/a, centro culturale della fondazione Tassara proprietaria della più vasta collezione privata al mondo di tappeti antichi ricca di oltre 1300 manufatti provenienti da Asia, Europa e Africa.
Le visite ai musei sono gratuite, con un massimo di 50 persone, con obbligo di prenotazione attraverso invio di SMS al numero377 3026801 oppure scrivendo mail a [email protected].
Date e orari
30
OTT
15:00 - Inizio evento

Turchi di Transilvania. La strana storia dei tappeti anatolici, la mostra la MITAMITA Centro Culturale dedica la sua ter...
25/10/2024

Turchi di Transilvania. La strana storia dei tappeti anatolici, la mostra la MITA

MITA Centro Culturale dedica la sua terza mostra ai tappeti transilvani e alla particolare storia che caratterizza questi preziosi manufatti che, nel viaggio dall’Anatolia al centro dell’Europa, si fermano in Transilvania.
La mostra propone una scelta dei più significativi tra i numerosi tappeti transilvani della Collezione di MITA – Museo Internazionale del Tappeto Antico. Si tratta di oggetti dalla storia curiosa a partire dal nome, infatti l’indicazione geografica che li identifica riguarda in realtà l’area di commercio e non quella di realizzazione. Il nome di ‘transilvani‘ è però ormai entrato nella storia dei tappeti e la possibilità di vederne ancora numerosi esempi esposti a decorare le Chiese Riformate della Romania conferma questa sorta di identificazione geografica sfasata, che ne accresce il fascino aprendo uno spiraglio sulla storia antica del loro viaggio dall’Anatolia verso l’Europa lungo le rotte balcaniche. In occasione della mostra, per la rassegna Voices | HYBRITUDE Talk, Stefano Ionescu, il maggior esperto di questi tappeti così particolari, terrà una Lectio Magistralis sul tema e presenterà il suo nuovo e fondamentale volume “The Transylvanian Heritage. Ottoman Carpets 1450 to 1750. A new Perspective” nel quale sono pubblicati numerosi esemplari appartenenti alla Collezione Zaleski e dove, per la prima volta, si affronta il tema nella sua complessità e con rigoroso metodo scientifico.
Come studioso indipendente di tappeti orientali, Stefano Ionescu, ha dedicato oltre vent’anni allo studio dei tappeti anatolici, a cominciare da quelli che sono custoditi in Transilvania. Tra il 2005 e il 2007 ha pubblicato in cinque lingue lo studio Antichi Tappeti Ottomani in Transilvania, che è diventato il testo di riferimento sull’argomento, ricevendo il Premio dell’Accademia Romena per la Storia dell’Arte. Nel 2011 ha ricevuto il Premio Joe McMullan per la sua attività nel campo degli studi dei tappeti islamici. L’autore ha pubblicato vari articoli sulla rivista HALI e ha partecipato ai congressi ICOC e ICTA con articoli sui tappeti anatolici. Ha sostenuto conferenze in Turchia, Europa e America, oltre ad aver curato varie mostre a Roma, Istanbul, MIK Berlin, Ankara, Gdansk. Nel giugno 2024 ha lanciato a Istanbul il suo nuovo libro The Transylvanian Heritage, che sarà presentato durante l’evento di Brescia.

Cina: studio dell’erede dell’arte dei tappeti da palazzo a Pechino(Xinhua) – Questa foto scattata il 27 giugno 2024 most...
08/07/2024

Cina: studio dell’erede dell’arte dei tappeti da palazzo a Pechino
(Xinhua) – Questa foto scattata il 27 giugno 2024 mostra un tappeto da palazzo esposto nello studio di Ji Yu a Pechino, capitale della Cina. Il tappeto da palazzo di Pechino è uno splendido esempio delle tecniche tradizionali cinesi di tessitura dei tappeti. Conosciuto per i suoi intricati processi di produzione e per i bellissimi motivi, il tappeto da palazzo rappresenta l’apice dell’arte tessile cinese. La produzione prevede quattro passaggi principali: la tintura con erbe cinesi tradizionali, il disegno del motivo, la tessitura e la sagomatura, e infine, i tocchi finali. Considerata una delle “Otto arti imperiali di Pechino”, l’arte del tappeto da palazzo è stata nominata patrimonio culturale immateriale nazionale nel 2008. Ji Yu, nata nel 1971 nella provincia centrale cinese dello Henan, ha dedicato oltre 30 anni alla riparazione e alla creazione di tappeti da palazzo tradizionali. Nel 1995, insieme al marito Li Dongyang, si è trasferita a Pechino per specializzarsi nel restauro di tappeti antichi. Nel corso degli anni, la coppia ha insistito sull’uso di tecniche tradizionali di tintura e tessitura. Durante il processo di riparazione dei tappeti antichi, hanno scoperto e padroneggiato molte tecniche antiche da tempo perdute. L’anno scorso, Ji Yu è stata accettata come apprendista di Wang Guoying, un’erede a livello nazionale della tradizione del tappeto da palazzo. (Xin)

Cina: studio dell’erede dell’arte dei tappeti da palazzo a PechinoPechino, 29 giu (Xinhua) – Ji Yu mostra un tappeto da ...
01/07/2024

Cina: studio dell’erede dell’arte dei tappeti da palazzo a Pechino

Pechino, 29 giu (Xinhua) – Ji Yu mostra un tappeto da palazzo presso il suo studio a Pechino, capitale della Cina, il 27 giugno 2024. Il tappeto da palazzo di Pechino è uno splendido esempio delle tecniche tradizionali cinesi di tessitura dei tappeti. Conosciuto per i suoi intricati processi di produzione e per i bellissimi motivi, il tappeto da palazzo rappresenta l’apice dell’arte tessile cinese. La produzione prevede quattro passaggi principali: la tintura con erbe cinesi tradizionali, il disegno del motivo, la tessitura e la sagomatura, e infine, i tocchi finali. Considerata una delle “Otto arti imperiali di Pechino”, l’arte del tappeto da palazzo è stata nominata patrimonio culturale immateriale nazionale nel 2008. Ji Yu, nata nel 1971 nella provincia centrale cinese dello Henan, ha dedicato oltre 30 anni alla riparazione e alla creazione di tappeti da palazzo tradizionali. Nel 1995, insieme al marito Li Dongyang, si è trasferita a Pechino per specializzarsi nel restauro di tappeti antichi. Nel corso degli anni, la coppia ha insistito sull’uso di tecniche tradizionali di tintura e tessitura. Durante il processo di riparazione dei tappeti antichi, hanno scoperto e padroneggiato molte tecniche antiche da tempo perdute. L’anno scorso, Ji Yu è stata accettata come apprendista di Wang Guoying, un’erede a livello nazionale della tradizione del tappeto da palazzo. (Xin)
© Xinhua

Istanbul per tre giorni capitale del tappeto orientaleDal 6 all’8 giugno la città turca ospita la XV International Confe...
07/06/2024

Istanbul per tre giorni capitale del tappeto orientale

Dal 6 all’8 giugno la città turca ospita la XV International Conference on Oriental Carpets, uno dei più importanti appuntamenti mondiali per studiosi, collezionisti e appassionati

Dopo quattordici anni, per la seconda volta, la cosmopolita Istanbul si appresta a ospitare dal 6 all’8 giugno il congresso quadriennale Icoc, l’International Conference on Oriental Carpets, organizzato dall’Associazione degli esportatori di tappeti di Istanbul (iHiB) e sostenuto dal Ministero della Cultura e del Turismo e dal Ministero del Commercio turchi. Questo evento, che si svolgerà nel centro congressi dell’hotel The Marmara Taksim, costituisce uno dei più importanti appuntamenti periodici per studiosi, collezionisti e appassionati di tappeti orientali di tutto il globo.
Il tema dell’anno, «Tradizione e innovazione nel mondo dei tappeti orientali», promette di esplorare il dialogo tra l’antica arte della tessitura e le sue reinterpretazioni contemporanee. Come sottolinea Mehmet Özkal, presidente del comitato organizzatore: «L’Icoc non è solo una vetrina di magnifici tappeti, ma anche un forum dove le antiche tradizioni incontrano nuove visioni artistiche e commerciali». La sessione accademica prevede qualificati interventi di trenta tra i maggiori esperti mondiali distribuiti in otto sezioni tematiche, dai tappeti storici al futuro della tradizione.
Tra gli eventi in programma spiccano alcune esposizioni di tappeti antichi da musei e collezioni private. Tra le più attese la mostra «Gemme nascoste del Museo delle Arti Turche e Islamiche» che aprirà l’8 giugno nel Museo delle Arti Turche e Islamiche (Tiem) e potrà essere visitata solo per due mesi: saranno esposti 45 esemplari, poco o per nulla noti, dal XIII al XVII secolo, nove dei quali sono stati restaurati per l’occasione. Saranno esposti anche alcuni dei tessili del Palazzo Topkapi, ma poiché le sale espositive sono in fase di restauro, la mostra si svolgerà nel Palazzo di Dolmabahçe. E poi ancora si potrà visitare una mostra su rari tessuti siriani e libanesi dell’era ottomana al Tiem, la collezione di tessiture dell’antropologa Josephine Powell esposta nella dimora-galleria di Vehbi Koç (Vkv) nel quartiere di Büyükdere, l’esposizione privata di Belkis Balpinar alla galleria Anna Laudel e, infine, la mostra di abiti da bambino al Museo Sadberk Hanim.
Completa il programma della manifestazione la tradizionale Dealer’s Fair, la mostra mercato antiquaria che vede la partecipazione di mercanti da tutto il mondo. La conferenza è completata da tour culturali pensati per esplorare l’eredità

15/05/2024

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Persia Felix – Tappeti, Metalli e Miniature dalle antiche città al MITA di BresciaIl MITA – Museo Internazionale del Tap...
02/05/2024

Persia Felix – Tappeti, Metalli e Miniature dalle antiche città al MITA di Brescia

Il MITA – Museo Internazionale del Tappeto Antico Centro Culturale Fondazione Tassara a Brescia ospita attualmente la mostra “Persia Felix – Tappeti, Metalli e Miniature dalle antiche città”. Questa esposizione offre un’immersione nell’arte e nella cultura dell’impero persiano tra il 1500 e il 1700, attraverso una selezione di circa 40 manufatti che includono tappeti della Collezione Zaleski e oggetti vari tra miniature e metalli.
Varietà dei Manufatti Espositivi
I tappeti esposti provengono da diverse città storiche dell’impero persiano, come Isfahan, Heritz, Kirman e Tabriz. Ciascuna di queste località contribuisce con uno stile distintivo che va dai fioriti giardini di Isfahan ai motivi geometrici di Heritz. Questa varietà non solo dimostra l’abilità artigianale degli antichi tessitori persiani ma riflette anche le diverse influenze culturali e artistiche all’interno dell’impero.
Accanto ai tappeti, sono presentati oggetti in metallo come brocche e lampade a olio che offrono uno spaccato delle quotidiane pratiche domestiche dell’epoca safavide. La mostra è arricchita da video proiezioni basate sui disegni delle città giardino tratte dai volumi di Jean Chardin, fornendo così un contesto storico più ampio.
L’integrazione Culturale attraverso l’Arte
La scelta di esporre manufatti tanto diversificati ha lo scopo non solo di celebrare la raffinatezza artistica della Persia safavide ma anche di promuovere la comprensione reciproca tra culture diverse. Attraverso i concerti, le conferenze e altre attività collegate alla mostra, il MITA si propone come un ponte culturale tra l’Italia e i paesi islamici del Vicino e Medio Oriente nonché dell’Asia Centrale.
Giovanni Valagussa, curatore della mostra, insieme alla programmazione del MITA mira a far conoscere meglio le tradizioni tessili antiche conservate nella collezione della Fondazione Tassara. Questa iniziativa si inserisce in un più ampio sforzo per valorizzare un patrimonio che conta oltre 1.300 capolavori provenienti da tutto il mondo.

Indirizzo

Via XX Settembre 41
Avezzano
67051

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00

Telefono

3294497290

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