01/01/2026
I’anno 2025 se ne sta andando lasciando segni che non si cancellano.
È stato l’anno delle sfide vere, di quelle che non fanno rumore ma chiedono presenza, coerenza, respiro lungo. Sfide che hanno interrogato le scelte, messo alla prova le relazioni, chiesto di tenere la barra dritta anche quando sarebbe stato più semplice fermarsi.
Resta il volto di chi c’è stato davvero: chi ha retto il peso, chi ha camminato accanto anche quando era scomodo, chi ha scelto di esserci senza tornaconto. A loro va la mia gratitudine più profonda, quella che non ha bisogno di parole ma si riconosce negli sguardi.
Resta anche l’assenza di chi ha preferito tirarsi indietro: perché era troppo faticoso, perché più comodo guardare altrove, perché l’ignavia a volte veste abiti eleganti. Anche questo il 2025 me lo ha insegnato: non tutti resistono quando serve verità .
C’è chi ha scelto di schierarsi, assumendosi il rischio della scelta. E c’è chi ha seguito l’onda, confondendo il movimento con il coraggio. Il tempo, come sempre, distingue.
Accanto a tutto questo, restano gli affetti. La famiglia che mi è stata data e quella che ho scelto, la famiglia di vita: fatta di legami costruiti nel tempo, di presenze silenziose, di mani tese nei momenti decisivi. È lì che ho trovato rifugio e forza, è lì che la stanchezza ha avuto il permesso di esistere senza diventare resa.
Saluto il 2025 così: con gratitudine, con consapevolezza, con memoria, con una dignità un po’ più robusta.
Porto con me ciò che mi ha fatto crescere, anche quando ha fatto male.
Il resto può restare indietro.
Buon 2️⃣0️⃣2️⃣6️⃣Paride&Lina🥂🍾